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Cancro al colon – Progetto Pegasus sulla biopsia liquida utile per individuare le spie molecolari di micrometastasi

Obiettivo di Pegasus è dimostrare che grazie allo strumento-guida della biopsia liquida è possibile rendere più preciso il percorso terapeutico post-chirurgico per i pazienti affetti da tumore al colon. Nel corso dello studio dovrebbero essere reclutati 140 pazienti affetti da tumore al colon in 8 istituti clinici europei

Milano – Il tumore del colon rappresenta oggi una delle più grandi sfide della ricerca biomedica. Ogni anno nel mondo sono diagnosticati più di un milione di nuovi casi, di cui quasi 325 mila in Europa e quasi 34 mila solo in Italia. Si tratta del secondo tumore maligno più frequente nella donna e del terzo nell’uomo.

Il primo trattamento per il tumore del colon è la chirurgia in 8 pazienti su 10. La chirurgia però non è sempre sufficiente perché in molti pazienti sono già presenti delle micro-metastasi non rilevabili agli esami radiologici che si eseguono prima e dopo la chirurgia. A causa di queste possibili micro-metastasi, che crescendo porterebbero a una recidiva del tumore nel giro di due o tre anni, la maggior parte dei pazienti viene oggi trattata per precauzione con la cosiddetta chemioterapia adiuvante, anche se più della metà di loro non ne avrebbe bisogno.

“Un test diagnostico che rivelasse la presenza delle micro-metastasi dopo la chirurgia – spiega la dott.ssa Silvia Marsoni, direttore dell’Unità di Oncologia di Precisione dell’IFOM di Milano, promotore dello studio Pegasus – ci permetterebbe di personalizzare la terapia adiuvante, restringendone l’uso ai soli pazienti che ne avessero davvero bisogno”.

Ed è questa la sfida che si pongono i medici e ricercatori coinvolti nello studio Pegasus, sostenuto da Fondazione AIRC nell’ambito del programma 5×1000 coordinato dal prof. Alberto Bardelli, ordinario del Dipartimento di Oncologia dell’Università degli studi di Torino e Direttore dell’Unità di Oncologia Molecolare presso l’Istituto di Candiolo FPO- IRCCS.

“Abbiamo individuato nella biopsia liquida – illustra Bardelli – lo strumento-guida ideale per orientare la scelta del trattamento post-chirurgico nei pazienti con tumore del colon. A partire da un semplice prelievo di sangue e sfruttando la genomica computazionale, riusciamo a individuare le ‘spie molecolari’ della presenza di micrometastasi e a definire la successiva terapia. Grazie a Fondazione AIRC che ci ha sempre sostenuto nello sviluppo della biopsia liquida, oggi abbiamo quindi uno strumento cruciale per rendere più preciso il percorso terapeutico per ogni singolo paziente” conclude Bardelli.

“Fondazione AIRC – commenta il prof. Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico di Fondazione AIRC – crede nella medicina di precisione guidata dalla ricerca scientifica. Pegasus è un eccellente esempio di come la ricerca possa portare a fare il meglio per ogni singolo paziente”.

PEGASUS affronta infatti nello specifico un importante problema irrisolto nel trattamento post-chirurgico del tumore del colon: la personalizzazione della terapia adiuvante. “Non abbiamo sempre idea di quali siano i pazienti che hanno bisogno di una chemioterapia perché il loro tumore è destinato a ricadere, e quali invece la farebbero per niente, perché il loro tumore è già completamente guarito grazie all’intervento del chirurgo” spiega la dott.ssa Sara Lonardi, responsabile clinico dello studio PEGASUS, Dirigente Medico presso l’Istituto Oncologico Veneto IRCCS di Padova…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Tumore al colon, biopsia liquida per individuare le ‘spie molecolari’ di micrometastasi. Al via progetto Pegasus”, insalutenews

Tratto da: https://www.insalutenews.it/in-salute/tumore-al-colon-biopsia-liquida-per-individuare-le-spie-molecolari-di-micrometastasi-al-via-progetto-pegasus/