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Leucemia linfatica cronica – Venetoclax e Ibrutinib

Il trattamento con la combinazione dell’inibitore del BCR ibrutinib e dell’inibitore della proteina anti-apoptotica BCL2 venetoclax si è tradotto in una percentuale di risposta completa o risposta completa con recupero ematologico incompleto del 47% in pazienti con leucemia linfatica cronica recidivata/refrattaria nello studio TAP CLARITY, presentato ad Atlanta in occasione del congresso annuale dell’American Society of Hematology (2017). La combinazione è risultata anche ben tollerata

I 38 pazienti in cui si è potuta valutare l’efficacia hanno mostrato tutti almeno una risposta parziale alla combinazione di ibrutinib e venetoclax (percentuale di risposta obiettiva del 100%). Di questi pazienti, il 37% è risultato negativo per la malattia minima residua (MRD) nel sangue periferico dopo 8 mesi dall’inizio del trattamento e il 32% è risultato MRD-negativo nel midollo osseo. La biopsia midollare era normale nell’84% dei pazienti.

“Questi risultati iniziali sono davvero impressionanti in una popolazione di pazienti nei quali le precedenti terapie hanno fallito” ha affermato l’autore principale dello studio, Peter Hillmen, del Leeds Institute of Cancer and Pathology, nel Regno Unito. “Abbiamo dimostrato che i due farmaci possono essere somministrati in combinazione senza un’evidente tossicità aggiuntiva e il fatto di non aver individuato la presenza della malattia con gli strumenti più sensibili che abbiamo è un ottimo segnale che questa combinazione si sta dimostrando un trattamento efficace”.

Lo studio ha coinvolto 54 pazienti con leucemia linfatica cronica recidivata refrattaria. I partecipanti avevano un’età mediana di 64 anni (range: 31-84 anni) e la maggior parte il (69%) era di sesso maschile. L’8% dei pazienti aveva una malattia bulky, definita come la presenza di linfonodi di dimensioni inferiori o uguali a 5 cm. Il performance status ECOG era pari a 0 nel 59% dei casi, 1 nel 33%, 2 nel 6% e non era noto nel 2%. Inoltre, il 20% dei pazienti presentava la delezione 17p e il 25% la delezione 11q senza la delezione 17p.

Il numero mediano di terapie effettuate in precedenza dai pazienti era pari a 1 (range: 1-6) e nella maggior parte dei casi, l’81%, la terapia precedente era rappresentata dal regime FCR (fludarabina, ciclofosfamide e rituximab) o dal regime BR (bendamustina e rituximab). Il 44% dei pazienti aveva recidivato entro 3 anni dal trattamento con uno di questi due regimi, mentre il 20% dei pazienti era stato trattato con idelalisib.

Venetoclax è stato somministrato a un dosaggio pari a 400 mg/die, mentre ibrutinib a un dosaggio pari a 420 mg/die. Ibrutinib è stato somministrato da solo per le prime 2 settimane dello studio, dopodiché si è aggiunto venetoclax, partendo con un dosaggio inferiore, aumentato gradualmente fino a raggiungere il dosaggio pieno di 400 mg…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Leucemia linfatica cronica, ibrutinib e venetoclax”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/oncoemato/leucemia-linfatica-cronica-ibrutinib-e-venetoclax-25631