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Melanoma – Nivolumab batte iplimumab come terapia adiuvante per lo stadio III/IV resecato

L’inibitore del checkpoint immunitario PD-1 nivolumab potrebbe diventare un nuovo standard come terapia adiuvante per i pazienti con melanoma resecato in stadio IIIB/C e IV, ad alto rischio di recidiva, e a prescindere dal fatto che abbiano il gene BRAF mutato oppure no. È quanto emerge dai risultati dello studio multicentrico internazionale CheckMate 238, presentati a Madrid nel Presidential Symposiun sul melanoma durante il congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO) e pubblicati in contemporanea sul New England Journal of Medicine

In questo studio, infatti, nivolumab ha dimostrato un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da recidiva (RFS) e una riduzione del 35% del rischio di recidiva rispetto a un altro farmaco immunoterapico, ipilimumab ad alto dosaggio, che negli Stati Uniti rappresenta l’attuale standard of care in questo setting.
“Nivolumab sembra essere un regime adiuvante per il melanoma avanzato resecato superiore rispetto a ipilimumab sotto ogni punto di vista. Migliora la RFS, ha meno effetti collaterali ed è ben tollerato ” ha dichiarato il primo firmatario dello studio, Jeffrey Weber, vice direttore, del Perlmutter Cancer Center del New York University Langone Health Center di New York.

“Già con ipilimumab avevamo visto che l’immunoterapia funziona anche nella fase adiuvante, nel prevenire lo sviluppo di metastasi. Ora con nivolumab abbiamo un risultato ancora migliore rispetto a ipilimumab. Per la prima volta abbiamo un trattamento adiuvante per il melanoma decisamente efficace e sicuro, soprattutto in una popolazione ad alto rischio quale era quella arruolata nello studio CheckMate 238” ha detto a noi di Pharmastar Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS-Fondazione Pascale di Napoli, nonché autore senior del trial.

Forte bisogno di terapia adiuvante con miglior rapporto rischio/beneficio
Nivolumab e ipilimumab sono entrambi indicati sia negli Usa sia in Europa per il trattamento del melanoma non resecabile o metastatico. Solo negli Stati Uniti, ipilimumab è stato approvato anche come terapia adiuvante standard nei pazienti con melanoma operato in stadio III sulla base del miglioramento della RFS rispetto al placebo dimostrato nello studio di fase III EORTC 18071; in questo trial, tuttavia, il 50% dei pazienti trattati col farmaco ha sviluppato eventi avversi di grado 3/4.

“Negli Usa ipilimumab è approvato in questo setting, ma è usato con parsimonia perché ha un’incidenza relativamente alta di effetti collaterali, mentre in Europa non ha avuto questa indicazione ed è ancora dibattuto quale sia il trattamento migliore da utilizzare in questi pazienti” ha detto Weber.
Pertanto, ha aggiunto il professore, “c’è un chiaro bisogno di migliorare il rapporto rischio/beneficio della terapia adiuvante, vista la tossicità osservata in questo setting con ipilimumab 10 mg/kg, specie nei pazienti con melanoma in stadio IIIB/C e IV resecato, ad alto rischio di recidiva”.
In uno studio pilota su 33 pazienti con melanoma resecato in stadio IIIC e IV, nivolumab utilizzato come terapia adiuvante è risultato ben tollerato e ha mostrato risultati promettenti di sopravvivenza, fornendo i presupposti per lo studio CheckMate-238…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Melanoma, nivolumab batte iplimumab come terapia adiuvante per lo stadio III/IV resecato. ESMO 2017”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/oncoemato/melanoma-nivolumab-batte-iplimumab-come-terapia-adiuvante-per-lo-stadio-iii-iv-resecato-esmo-2017–24898