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Sclerosi multipla secondariamente progressiva (SPMS) – Siponimod in fase 3 rallenta il decorso

“Siponimod riduce in modo significativo il rischio di progressione confermata della disabilità (CDP) in pazienti con sclerosi multipla secondariamente progressiva (SPMS) avanzata. È quanto evidenziato dai risultati di un trial randomizzato presentato ad Amsterdam, nel corso del Congresso 2017 della European Academy of Neurology (EAN)

«Siponimod è un modulatore selettivo del recettore S1P in grado di impedire l’uscita dei linfociti dai linfonodi» ha ricordato Patrick Vermersh, del Dipartimento di Neurologia dell’Università di Lille (Francia). Il farmaco, aggiunto, passa attraverso la barriera ematoencefalica (BEE) e può avere effetti sul sistema nervoso centrale.

Siponimod, ha specificato Vermersch, ha un’emivita relativamente breve, di circa 30 ore, e un periodo di washout di 5-6 giorni, permettendo una «rapida ricostituzione immunitaria», importante in termini di sicurezza.

Lo studio di Fase 2 BOLD aveva riscontrato «dati altamente significativi» per i pazienti sclerosi multipla recidivante-remittente (RRMS), ha proseguito Vermersh. In quello studio siponimod aveva ridotto le lesioni attive alla risonanza magnetica (RM) del 72% al 3° mese e il tasso di recidiva annualizzato (ARR) del 66% al 6° mese.

Presentati ad Amsterdam i dati dello studio EXPAND di Fase 3
Lo studio internazionale EXPAND di Fase 3 ha incluso 1.105 pazienti nel gruppo di trattamento (che ha assunto 2 mg/die per os) e 546 pazienti nel gruppo placebo. I pazienti arruolati erano di età compresa tra i 18 e i 60 anni (età media: 48 anni; circa l’82% di età superiore a 40 anni) e avevano una storia di RRMS.

Per poter essere inseriti nello studio i dovevano aver avuto un decorso progressivo secondario della SM, definito come progressivo aumento della disabilità di almeno 6 mesi in assenza di recidive. Dovevano inoltre aver avuto un punteggio EDSS (Expanded Disability Status Scale) da 3,0 a 6,5; il punteggio mediano EDSS è stato di 6,0 in entrambi i gruppi.

Un criterio-chiave di inclusione, ha spiegato Vermersch, è stata l’evidenza della progressione dell’EDSS di 1 punto o più nei 2 anni precedenti se i pazienti avevano un punteggio EDSS allo screening minore di 6,0 oppure di 0,5 punti o più se avevano un punteggio EDSS di almeno 6,0 allo screening.

Una «percentuale elevata» di pazienti aveva un basso tasso di recidiva recenti, o nessun recidiva, e vi era anche «un numero abbastanza basso» (circa 35%) di pazienti con lesioni T1 gadolinio-captanti (Gd+), ha fatto notare Vermersch. La maggior parte dei pazienti ha completato lo studio, ha riferito Vermersch. I tassi di completamento sono stati dell’82% nel gruppo di trattamento e del 78% nel gruppo placebo.

EXPAND è stato «uno studio guidato dagli eventi e dall’esposizione» ha detto Vermersch. Ha richiesto 374 eventi di 3 mesi di CDP e almeno 1 anno di esposizione per più del 95% dei pazienti assegnati in modo randomizzato. Il tempo mediano in cui i pazienti hanno ricevuto il farmaco è stato di 18 mesi. I ricercatori hanno osservato 463 eventi.

Significativa riduzione del rischio di progressione confermata
L’endpoint primario era il tempo al CDP a 3 mesi in base alla valutazione dell’ESSS. I risultati hanno mostrato una significativa riduzione del CDP a favore di siponimod rispetto al placebo a 3 mesi (rapporto rischio [HR]: 0,79; P = 0,013) e a 6 mesi (HR: 0,74; P = 0,006)…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Sclerosi multipla secondariamente progressiva, siponimod in fase 3 rallenta il decorso”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/neuro/sclerosi-multipla-secondariamente-progressiva-siponimod-in-fase-3-rallenta-il-decorso-24469