Il Comitato I Malati Invisibili è presente e attivo nel territorio nazionale da aprile 2014.

(+39) 000 0000 000

info@imalatiinvisibili.it
Via Monte Suello 1/12a – 16129 Genova (IT)

Salva

Articoli recenti

CF 95173870106

info@imalatiinvisibili.it

Via Monte Suello 1/12A

16129 Genova (IT)

In pazienti con dolore osteoarticolare – Cosa dicono raccomandazioni americane su uso di oppioidi

“Numerose associazioni americane che studiano il dolore hanno evidenziato come l’uso degli oppioidi va moderato cercando di utilizzare maggiormente terapie non farmacologiche o farmacologiche a base di antinfiammatori non steroidi in pazienti con dolore osteoarticolare e in quelli sottoposti a trattamento di sostituzione del ginocchio e anca. Recentemente anche al congresso americano SGIM 2017 è stato ribadito che l’uso di antinfiammatori non oppioidi può apportare maggiori benefici rispetto all’uso di oppiacei nel controllare il dolore cronico

La prescrizione di oppioidi ha subito un aumento negli ultimi anni, non solo in Paesi come gli Stati Uniti si parla di una vera epidemia di prescrizioni, ma anche in Europa. Gli oppioidi sono frequentemente prescritti per il dolore artrosico all’anca e al ginocchio.

Spesso l’eccessivo utilizzo di queste terapie anche come prima scelta contro il dolore è stato dettato da diversi fattori, tra cui la mancanza di comprensione da parte di medici e infermieri del ruolo degli antinfiammatori non steroidei, farmaci altrettanto efficaci sul paziente.

Nel caso di pazienti sottoposti a sostituzione congiunta del ginocchio sono evidenti gli effetti nocivi degli oppiacei quindi nel lungo periodo.
In questi pazienti sarebbe necessario diminuire le quantità di oppioidi utilizzati prima della chirurgia per migliorare i risultati dopo l’intervento chirurgico. L’uso di oppiacei può anche essere modificato prima dell’intervento chirurgico in modo da poter garantire migliori risultati chirurgici.

Una revisione della letteratura dello scorso inverno ha evidenziato come i farmaci oppiacei dovrebbero essere inseriti nel trattamento del dolore da artrite, precisando come utilizzare le linee guida per il loro uso nell’ artrite e come “educare” lo staff sanitario circa l’uso di oppioidi come fattore di rischio modificabile.
Studi recenti dimostrano che i farmaci oppioidi non solo aumentano il rischio di dipendenza nel paziente, ma può anche portare a risultati peggiori dopo chirurgia sostitutiva dell’articolazione.

L’obiettivo di questa revisione è quello di descrivere le raccomandazioni per l’uso di oppiacei in pazienti con artrite dell’anca e del ginocchio e dopo chirurgia di queste regioni scheletriche.
Nell’articolo gli autori sottolineano che le più importanti associazioni scientifiche americane come l’American Collage of Rheumatology o l’American Academy of Orthopaedic Surgeons  suggeriscono l’uso di modalità non farmacologiche in prima istanza per il paziente con malattie degenerative croniche o traumi e poi FANS ma non oppioidi. L’ACR raccomanda fortemente l’uso di oppioidi solo quando il paziente non abbia risposto non farmacologiche o antinfiammatorie non steroidei in caso di pazienti con osteoartrosi sintomatica. Sempre l’ACR preferisce prima l’artroplastica e poi se il problema non si risolve l’uso degli oppiacei…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Oppioidi in pazienti con danno osteoartrosico, cosa dicono le raccomandazioni americane?”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/dolore/oppioidi-in-pazienti-con-danno-osteoartrosico-cosa-dicono-le-raccomandazioni-americane-24465