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Pre-artrite reumatoide – Agire presto riduce rischio di esordio pieno malattia

“Un intervento terapeutico precoce nei pazienti con la cosiddetta pre-artrite reumatoide può ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare un’artrite reumatoide conclamata dopo 52 settimane e oltre. È quanto emerge da una metanalisi di un team di ricercatori francesi, presentata a Madrid al congresso annuale della European League Against Rheumatology (EULAR)

I recenti progressi nella comprensione della patogenesi dell’artrite reumatoide hanno portato a un interesse crescente per il concetto di pre-artrite reumatoide, definita come artrite indifferenziata o artrite reumatoide molto precoce, uno stadio clinico nel quale un intervento molto precoce potrebbe essere più efficace.

“La nostra revisione dei dati clinici disponibili supporta il razionale di un trattamento precoce in questi pazienti” ha affermato uno degli autori principali della metanalisi, Stephane Hilliquin, dell’ospedale universitario Pitié Salpêtrière di Parigi. “In quegli studi in cui i pazienti con una pre-artrite reumatoide avevano ricevuto un trattamento attivo, si è osservata una riduzione significativa del rischio di manifestare un’artrite reumatoide conclamata a 52 settimane e oltre” ha affermato il reumatologo “anche se non si è trovata alcuna differenza statisticamente significativa in termini di assenza di progressione della malattia ai raggi X tra i soggetti sottoposti ai trattamenti attivi e quelli trattati con un placebo per via del fatto che la malattia era in uno stadio così precoce”.

“I nostri dati ben completano la nuova campagna dell’EULAR “Don’t Delay, Connect Today”, nella quale si sottolinea l’importanza di un intervento precoce nel trattamento delle persone con malattie reumatiche e muscolo-scheletriche, grazie alla diagnosi precoce e all’invio rapido allo specialista” ha aggiunto Hilliquin. “Tuttavia, il bilancio tra beneficio e rischio e la fattibilità di un trattamento aggressivo precoce della pre-artrite reumatoide nella pratica clinica avrà ancora bisogno di ulteriori valutazioni” ha concluso l’autore.

“Quando sono in uno stato di pre-artrite reumatoide, i pazienti hanno sintomi molto lievi, e può essere difficile far loro accettare il trattamento. Per questo è molto importante avere buone evidenze che dimostrino che il trattamento è efficace in questa specifica popolazione di pazienti” ha spiegato l’autore senior dello studio, Bruno Fautrel, dei dipartimenti di Epidemiologia, Reumatologia e Immunologia Clinica dell’Università Pierre e Marie Curie di Parigi.

I ricercatori transalpini hanno quindi provato a valutare l’efficacia degli steroidi, dei DMARD convenzionali e dei DMARD biologici nel prevenire lo sviluppo di un’artrite reumatoide conclamata e il danno strutturale in pazienti con artrite reumatoide indifferenziata o molto precoce. Gli outcome primari comprendevano la comparsa di un’artrite reumatoide conclamata a 52 settimane e oltre e l’assenza di progressione radiografica alla settimana 52…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Nei pazienti con pre-artrite reumatoide agire presto riduce il rischio di esordio pieno della malattia”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/orto-reuma/nei-pazienti-con-pre-artrite-reumatoide-agire-presto-riduce-il-rischio-di-esordio-pieno-della-malattia-24443