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Paraplegico a 28 anni dopo incidente – Inventa Triride ed è successo

Verrebbe da dire che la vita gli abbia messo i bastoni tra le ruote. Tra quelle di una vita regolare, quando, poco più che studente di giurisprudenza di 28 anni, Gianni Conte rimane vittima di un brutto incidente a bordo della sua moto da enduro. Lo sport, la meccanica, la velocità – le grandi passioni di sempre di Giovanni detto Gianni – lo tradiscono e lui perde l’uso delle gambe, diventando paraplegico.

Parrebbe corretto dire che la vita gli abbia messo i bastoni fra le ruote. Ma è forse più giusto dire che lui, alle due ruote della carrozzina su cui l’ha costretto quell’incidente 27 anni fa, ne ha aggiunta una terza: è il suo Triride, il dispositivo elettronico da lui inventato. Compatto, leggero, adattabile al 99% delle carrozzine disponibili sul mercato, potente ma trasportabile e maneggevole, Triride è una ruota che si aggiunge a quelle delle carrozzine a mano e ne amplifica le possibilità di movimento e di autonomia, riducendone al contempo l’impatto sulle spalle e i muscoli delle braccia e permettendo anche di sfruttarne al meglio maneggevolezza e praticità.

Con il Triride, l’agile carrozzina a mano – quella leggera che ogni disabile può condurre facilmente e caricare da solo in macchina – diventa veloce e comoda come una carrozzina elettrica, senza però doverne pagare l’ingombro e quel peso che rendono l’ausilio elettronico difficile da manovrare in autonomia.

È una piccola grande rivoluzione copernicana. E non è nata per caso. Da anni Gianni cercava qualcosa del genere, che all’occorrenza potesse annettere alla sua sedia a rotelle e gli permettesse di essere libero e indipendente. Tante ricerche andate a vuoto e poi la decisione, col suo “me lo costruisco da me”.

La sua ruota Gianni l’ha progettata da sé passo dopo passo; ne ha disegnato i pezzi, ha cercato i materiali più idonei per realizzarli, ha piegato l’acciaio e tagliato l’alluminio, con quegli strumenti che – da perito industriale e grande appassionato di meccanica e di moto – custodiva da sempre nel garage “per i suoi lavoretti”.

Ed è qui che inizia l’avventura del Triride: Gianni ne realizza un prototipo, con cui si muove agilmente tra le colline dove abita e con cui attraversa l’Italia presentandone, a chi viveva la sua stessa disabilità, le caratteristiche uniche. A credere in lui e al suo dispositivo sono gli amici e le persone con handicap che conosceva – quelle che aveva incontrato vendendo le più comode e performanti carrozzine al mondo quando, dopo l’incidente, aveva abbandonato gli studi in giurisprudenza per scegliere una professione che rispondesse di più alla nuova condizione di disabile.

Sono loro a riporre la massima fiducia nelle potenzialità del suo strumento e a chiederne a Gianni un esemplare. Gianni ne costruisce prima uno, poi un secondo, infine un terzo, finché la voce si diffonde e le richieste si susseguono una dopo l’altra – e in soli tre anni diventano migliaia.

Migliaia di dispositivi prodotti che, nel 2012, dopo aver ottimizzato il prototipo e messo a punto i disegni, diventano un brevetto. Gianni ne fa richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico che, tre anni dopo, li riconosce. Triride diventa così un prodotto coperto a livello nazionale e internazionale, tutelato sia per quel che riguarda l’innovazione tecnologica che per il design nel nostro Paese e fin negli Stati Uniti.

Ma la vera impennata arriva nel 2013: è l’anno della nascita dell’azienda che, del dispositivo che produce, ha il nome. Gianni ne è il capo e il capitano e, con a fianco Marta, la rende una realtà solida e in crescita. “Siamo una nicchia di mercato” – ammette lui. Ma è una nicchia fatta di clienti che diventano amici, di disabili che condividono difficoltà e speranze, di persone con handicap che, piene di gratitudine, gli inviano messaggi.

Nel suo cellulare sono tanti gli sms di chi gli dice “grazie”: c’è Alex Zanardi – ex pilota automobilistico e due volte medaglia d’oro nel ciclismo ai Giochi Paralimpici di Londra 2012 – e c’è Francesca Porcellato, che a Gianni e Marta (e al Triride) dice grazie con l’autografo sulla maglia che indossa da atleta paralimpica…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Gianni Conte, paraplegico a 28 anni dopo un incidente ma non si dà vinto: inventa Triride ed è un successo”, HUFFPOST

Tratto dahttp://www.huffingtonpost.it/2016/06/26/gianni-conte-triride_n_10684566.html