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Inibitori della pompa protonica (PPI) – Se usati per lungo tempo aumentano rischio di cancro esofageo

Una terapia di mantenimento a lungo termine con inibitori della pompa protonica (PPI) è risultata associata a un aumento del rischio di carcinoma esofageo in assenza di altri fattori di rischio e anche nei pazienti che assumono PPI per indicazioni non associate in precedenza al rischio di questo tumore. Il dato proviene da uno studio osservazionale molto ampio di un gruppo svedese, pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology

Si tratta, sottolineano gli autori, guidati da Nele Brusselaers, del Karolinska Institutet e il Karolinska University Hospital di Stoccolma, dello studio più ampio mai condotto finora nel quale si sia esaminata la correlazione fra impiego dei PPI e cancro all’esofago.

Alla luce del risultato, i ricercatori invocano “un atteggiamento più restrittivo nei confronti dell’uso dei PPI come mantenimento”. Questa posizione, tuttavia, non è del tutto condivisa da altri esperti del settore, che rimarcano come il dato provenga da un singolo studio di coorte, non in grado, per sua natura, di dimostrare una relazione causale e non tale, quindi, da dover indurre i medici a smettere di prescrivere i PPI come raccomandato dalle attuali linee guida.

Lo studio svedese
Nel loro studio Brusselaers e i colleghi hanno utilizzato i dati di quattro registri nazionali svedesi per identificare 796.492 pazienti senza una storia di cancro che avevano fatto una terapia di mantenimento con PPI tra il 2005 e il 2014. La maggior parte erano donne (58,5%) e il 34% aveva non meno di 70 anni.

Le indicazioni per le quali i pazienti prendevano i PPI comprendevano una terapia di mantenimento con aspirina (34,8%), farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) (30,4%), malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) (25,3%), gastroduodenite (13,2%) e ulcera peptica (10,0%). Meno del 10% dei partecipanti stava assumendo PPI per altre indicazioni.

Il team ha confrontato questa coorte di quasi 800.000 pazienti che assumevano PPI con gli adulti della popolazione generale, appaiati in base a sesso ed età nello stesso periodo.
Dal confronto è emerso che il rapporto di incidenza standardizzato (SIR) complessivo per l’adenocarcinoma esofageo negli utilizzatori di PPI era pari a 3,93 e quello per il carcinoma a cellule squamose dell’esofago pari a 2,77…2

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: Inibitori di pompa per lungo tempo aumentano rischio di cancro esofageo”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/oncoemato/inibitori-di-pompa-per-lungo-tempo-aumentano-rischio-di-cancro-esofageo-26583