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Melanoma uveale metastatico – Selumetinib aggiunto a dacarbazina non migliora outcome in fase III

La combinazione dell’inibitore di MEK selumetinib con dacarbazina non migliora i risultati di sopravvivenza rispetto alla sola dacarbazina in pazienti con melanoma metastatico uveale. È questo il risultato dello studio di fase III SUMIT, un trial randomizzato e in doppio cieco pubblicato di recente sul Journal of Clinical Oncology

“Il melanoma uveale è biologicamente distinto dal melanoma cutaneo e rappresenta circa il 3%-5% di tutti i melanomi negli Stati Uniti” scrivono nell’introduzione gli autori dello studio guidati da Richard D. Carvajal, del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York. “Attualmente non esistono terapie sistemiche approvate o efficaci specificamente per questi pazienti” aggiungono i ricercatori.

Il melanoma uveale si sviluppa a partire dai melanociti contenuti all’interno della coroide, nell’occhio. Questo tipo di melanoma è caratterizzato in più dell’80% dei casi da mutazioni oncogeniche dei geni GNAQ e GNA11, che portano a un’attivazione del pathway della proteina chinasi attivata da mitogeno (MAPK).

Sia gli autori dello studio sia altri gruppi hanno dimostrato in precedenza in modelli preclinici che l’inibizione del pathway di MAPK a livello degli enzimi MEK1 e MEK2 produce effetti antitumorali, dipendenti dal genotipo.

Selumetinib è un inibitore orale, potente e selettivo di MEK1 e MEK2, con emivita breve. Dati preclinici e i risultati di uno studio di fase II hanno suggerito che il farmaco in monoterapia possa offrire benefici nei pazienti con melanoma uveale metastatico. Da qui la decisione di proseguirne lo sviluppo passando alla fase III.
Per lo studio SUMIT, Carvajal e i colleghi hanno arruolato 129 pazienti con melanoma uveale metastatico non sottoposti in precedenza ad alcuna terapia sistemica e li hanno assegnati in rapporto 3:1 al trattamento con selumetinib più dacarbazina o la sola dacarbazina più un placebo (gruppo di controllo).

L’endpoint primario dello studio, la sopravvivenza libera da progressione (PFS), non è stato raggiunto. I pazienti che sono andati in progressione sono stati 82 (85%) nel gruppo trattato con selumetinib e 24 (75%) nel gruppo trattato con il placebo. La PFS mediana è risultata rispettivamente di 2,8 mesi e 1,8 mesi (HR 0,78; IC al 95% 0,48-1,27; P = 0,32).
Inoltre, la PFS a 3 mesi era è risultata rispettivamente del 38% contro 26% e quella a 6 mesi rispettivamente del 10% e 18%…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Melanoma uveale metastatico, selumetinib delude in fase III: aggiunto a dacarbazina non migliora gli outcome”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/oncoemato/melanoma-uveale-metastatico-selumetinib-delude-in-fase-iii-aggiunto-a-dacarbazina-non-migliora-gli-outcome–26398