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Malattie del fegato – Ricercatori italiani attivi per sviluppare nuovi test

La Clinica di Gastroenterologia dell’Università Politecnica delle Marche parteciperà ad un importante progetto europeo di ricerca finanziato dall’Unione Europea (LITMUS) con 34 milioni di euro, in aiuto a tutti quei pazienti che soffrono di NAFLD, una malattia al fegato tra le più diffuse al mondo

Ancona – Le malattie croniche di fegato rappresentano una delle cause più frequenti di mortalità, soprattutto al di sotto dei 50 anni di età. Oggi, con la possibilità di curare facilmente il danno da virus C e virus B, la steatosi epatica rappresenta la causa più comune di danno epatico e può portare al cancro e alla cirrosi epatica.

La steatosi epatica (il fegato grasso) può essere causata da abuso di alcol o da cause metaboliche. La steatosi epatica non alcolica (NAFLD) è una forma di danno epatico legato all’obesità ed al diabete. Per questa sua associazione con l’obesità e il diabete, la NAFLD interessa circa il 25% della popolazione generale (1 persona su 4), rappresenta un fattore di rischio di malattie cardiovascolari (ictus ed infarto) e di progressione del danno al fegato verso la cirrosi e il cancro.

La Clinica di Gastroenterologia, diretta dal prof. A. Benedetti, dell’Università Politecnica delle Marche parteciperà ad un importante progetto europeo di ricerca finanziato dall’Unione Europea (LITMUS) con 34milioni di euro, in aiuto a tutti quei pazienti che soffrono di questa malattia. Il prof. Gianluca Svegliati Baroni è il responsabile del progetto a cui l’Europa si è rivolta per i suoi studi, da anni, sull’argomento.

La Clinica di Gastroenterologia già da anni segue molti pazienti con questa patologia. Compito della Clinica sarà di collaborare con gli altri centri europei nell’identificazione di quei fattori di rischio di progressione del danno epatico e cardiovascolare nei pazienti con NAFLD.

“Tanto più è avanzato il danno epatico, tanto maggiore è il rischio di insorgenza di cirrosi epatica e del cancro al fegato, ma anche di problemi cardiovascolari – afferma il prof. Svegliati Baroni – Data la rilevanza epidemiologica della NAFLD, è un progetto rivoluzionario perché riunisce molti centri di ricerca clinica in Europa, in collaborazione con la Comunità Europea e con partners sia tecnologici che farmaceutici. Con questa ricerca vorremmo identificare dei biomarcatori non invasivi per classificare i pazienti con NAFLD a seconda della gravità della malattia epatica. Il ruolo dei biomarcatori sarà poi cruciale per seguire la progressione della malattia e per definire la risposta ai nuovi trattamenti farmacologici”…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Ricercatori italiani attivi per sviluppare nuovi test”, insalute news

Tratto dahttps://www.insalutenews.it/in-salute/malattie-del-fegato-colpita-1-persona-su-4-ricercatori-italiani-attivi-per-sviluppare-nuovi-test/