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Osteoporosi – Impatto dalla sospensione bisfosfonati sul rischio di frattura d’anca

Le donne in “vacanza terapeutica” da bisfosfonati (BSF) per più di 2 anni presentano un rischio significativamente elevato di andare incontro a frattura d’anca rispetto a quelle che non interrompono il trattamento. Questi i risultati di uno studio presentato nell’ambito dell’ultimo congresso ACR (American College of Rheumatology), in corso a San Diego (USA) che, sicuramente, riapriranno il dibattito sull’opportunità di pianificare periodi di vacanza terapeutica in tutte le donne con osteoporosi

Razionale dello studio
Come è noto, i BSF sono ampiamente utilizzati nel trattamento dell’OP in postmenopausa.

Nonostante la loro provata efficacia nel ridurre l’incidenza di fratture vertebrali e non vertebrali, ancora oggi la durata ottimale d’impiego di questi farmaci non è stata determinata.

Il loro utilizzo a lungo termine, però è dibattuto da un po’ di tempo per la possibile insorgenza (peraltro rara) di 2 eventi avversi temuti:  l’osteonecrosi della mandibola e le fratture femorali atipiche.

Di qui l’attenzione delle varie società scientifiche mondiali ad approfondire le conoscenze sull’argomento per suggerire modalità di somministrazione a lungo termine di questi farmaci più sicure (2,3).

In ragione dei warning FDA sopra citati, almeno negli USA sta sempre più affermandosi la prassi di ricorrere, nelle pazienti affette da osteoporosi, all sospensione temporanea o permanente dei BSF (drug holiday) nelle pazienti trattate a lungo termine (3-5 anni) o in maniera ininterrotta con questi farmaci.

Ciò detto, i benefici e i rischi derivanti dalla sospensione terapeutica di questi farmaci, come le tempistiche ottimali di ripristino della terapia, sono ancora oggi oggetto di discussione.

Di qui il nuovo studio di popolazione, condotto su donne in terapia con BSF da lungo tempo, finalizzato a valutare il tasso di fratture d’anca a seguito della sospensione del trattamento con questi farmaci.

Disegno dello studio
I ricercatori hanno utilizzato i dati del programma di assistenza sanitaria USA Medicare (2006-2014) per identificare tutte le donne che avevano iniziato un trattamento con BSF e mostravano un’aderenza alla terapia pari almeno all’80% per un periodo uguale o superiore a 3 anni (basale). Queste sono state successivamente seguite nel corso di un lungo follow-up (3 anni)…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Osteoporosi, quale impatto dalla sospensione bisfosfonati sul rischio di frattura d’anca?”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/orto-reuma/osteoporosi-quale-impatto-dalla-sospensione-bisfosfonati-sul-rischio-di-frattura-danca-25215