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Osteoporosi 2017 – Il nuovo Defra 79 test disponibile per tutti i pazienti

Osteoporosi, questa sconosciuta. Non è un paradosso, ma un dato di fatto definire così una delle patologie più diffuse che, solo in Italia, colpisce 4 milioni di donne e 1 milione di uomini ed è responsabile, ogni anno, di oltre 90.000 fratture al femore, complicanza dovuta alla sua forma più grave, la fragilità ossea

Anche nel nostro Paese, questa ‘ladra silenziosa delle ossa’ è, infatti, ancora largamente misconosciuta e sottovalutata, soprattutto perché compare in maniera quasi asintomatica per poi, spesso, manifestarsi con una frattura importante.

Molto spesso, il primo campanello d’allarme è la frattura vertebrale, che viene confusa con un banale mal di schiena, mentre rappresenta l’inizio della “cascata fratturativa”: il 20% dei pazienti riporta infatti una seconda frattura vertebrale entro un anno, mentre il rischio di frattura femorale aumenta di 2 volte[1] ². La parola d’ordine contro l’osteoporosi deve essere, quindi, INFORMAZIONE: corretta, tempestiva, efficace, perché – per le donne come per gli uomini – non è mai troppo tardi per amare le proprie ossa e per proteggere il proprio futuro. Ancor più dopo una prima frattura, per evitare il ripetersi di un evento così infausto.

Proprio “Love your bones, protect your future” è il tema della Giornata Mondiale dell’Osteoporosi 2017, promossa dall’IOF (International Osteoporosis Foundation). Un claim sposato in pieno anche dalla Campagna ‘Stop alle Fratture’ – prima e unica iniziativa educazionale italiana sulle possibili conseguenze della fragilità ossea – che, in occasione della ricorrenza del 20 ottobre, lancia in esclusiva sul proprio sito www.stopallefratture.it il nuovo DeFra79 Test online. Un tool di “autodiagnosi”, rivisto alla luce della nuova Nota 79 dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), finalmente a disposizione di tutti, uomini e donne, che permette di valutare il rischio personale (basso, medio, alto e molto alto) di fratturarsi nei successivi 10 anni. Sensibilizzando così i pazienti più a rischio a parlare con il proprio medico curante o uno specialista, o effettuando una visita presso uno dei Centri di riferimento per il trattamento dell’OP severa su tutto il territorio nazionale.

«Il DeFra79 test è uno strumento molto importante a disposizione anche dei pazienti, – spiega il Prof. Maurizio Rossini, Direttore della Scuola di Specializzazione in Reumatologia dell’Università di Verona e dell’Unità Operativa Complessa di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona – in quanto permette una valutazione del proprio rischio di fratturarsi.

Studi internazionali recenti hanno infatti dimostrato che, se il paziente non ha una corretta percezione del proprio rischio di frattura, l’avvio e l’aderenza alla terapia sono compromesse, aumentando il pericolo di incorrere in uno di questi infausti eventi. Molti pazienti, infatti, non hanno chiari quali sono i fattori di rischio ed il peso che ognuno di loro ha nel determinare una frattura da fragilità, e quindi non agiscono nel modo migliore per se stessi. Con il nuovo DeFra79 è possibile conoscere il grado di rischio per la salute delle proprie ossa e ricevere un consiglio circa l’eventuale opportunità di parlarne con il proprio medico curante o di recarsi presso uno specialista di riferimento».

La novità del DeFra79, rispetto alla versione precedente, è che l’algoritmo alla sua base è coerente con i fattori di rischio considerati dalla nuova Nota 79 dell’Agenzia Italiana del Farmaco, che stabilisce i criteri di appropriatezza dei farmaci per la cura dell’osteoporosi sulla base del rapporto tra benefici e costi o rischio di effetti collaterali. Tra i nuovi fattori di rischio considerati, troviamo: pregresse fratture in tutte le sedi, non solo femore, colonna vertebrale o di polso; l’assunzione di altri farmaci, oltre al cortisone, quali alcuni antitumorali per la terapia del tumore al seno e alla prostata; alcune malattie, oltre a quelle reumatiche, come il diabete, malattie respiratorie, malattie intestinali infiammatorie, malattie neurologiche, disabilità.

«L’osteoporosi nella sua forma severa, chiamata Fragilità Ossea, è una patologia dalle conseguenze anche molto gravi – dichiara il Prof. Claudio Marcocci, Direttore della U.O. Endocrinologia II, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e Presidente della Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS) – Di positivo c’è che abbiamo diversi strumenti a nostra disposizione per combatterla, attraverso una diagnosi tempestiva e un trattamento adeguato. E’ necessario, tuttavia, che le due figure protagoniste nel percorso di cura, cioè specialista e paziente, abbiano una cultura maggiore rispetto all’importanza di questi due aspetti. Lo specialista, garantendo che venga messo in atto un corretto Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA), la paziente impegnandosi sia ad aderire alla terapia prescritta, sia a seguire uno stile di vita adeguato alla propria condizione»…”

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Fonte: “Osteoporosi 2017: il nuovo Defra 79 test disponibile per tutti i pazienti”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/orto-reuma/osteoporosi-2017-il-nuovo-defra-79-test-disponibile-per-tutti-i-pazienti–25134