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Professioni sanitarie del futuro – Dal medico al patient manager

“La sanità è una croce e delizia tutta italiana: è tra le prime voci di spesa che gravano sul bilancio pubblico e al tempo stesso rappresenta uno dei più grossi mercati che, se gestito in modo moderno ed efficiente, creerebbe lavoro e innovazione. E’ oggetto di continui tagli di spesa ma in realtà andrebbe finanziato di più.

Il nostro sistema sanitario viene continuamente bistrattato e criticato anche se rappresenta uno tra i modelli di assistenza più democratici e avanzati al mondo.

Da anni attraversa una fase di riorganizzazione dovuta ad aspetti economici e sociali, tra cui l’invecchiamento della popolazione e le risorse dedicate sempre più rosicate, ma i primi segnali di un’evoluzione verso quella che sarà la sanità del futuro si possono già osservare.

«Il sistema solidaristico italiano sta mostrando difficoltà intrinseche che non abbiamo ancora superato, la fase della riorganizzazione e della contrazione della sanità non è ancora finita» spiega Guido Broich, Direttore Sanitario Aziendale dell’Ospedale San Matteo di Pavia.

Guido Broich è alla guida della struttura, una delle più grandi in Lombardia, dal 2016 e prima di questa nomina ha alternato esperienze in Italia e negli Stati Uniti, come medico e come Direttore Sanitario, prestando le sue competenze nell’ambito della gestione sanitaria sia nel pubblico che nel privato in qualità di consulente organizzativo aziendale.

«Da quello che osservo, ci sono Regioni in cui la razionalizzazione della spesa è in una fase più avanzata di altre, come in Lombardia ad esempio. Ma il processo verso un nuovo sistema sostenibile deve andare avanti, non c’è alternativa». Verso quale modello andremo e di quali figure professionali ci sarà bisogno? «Dovrà trasformarsi in un sistema integrativo misto, facendo spazio alle assicurazioni pur rimanendo universalistico».

Un mix tra pubblico e privato insomma. «Oltre alle risorse, l’altro punto nodale del cambiamento è la necessità di garantire un’assistenza continuativa al malato: ancora oggi abbiamo un sistema ospedale- centrico, ovvero pensato principalmente per far fronte alla malattia acuta e mortale, che giustamente va affrontata in ospedale.

«Però ci si ferma qui e non si offrono ancora risposte alle crescenti esigenze di cure dei pazienti con malattie croniche, meno gravi ma altrettanto presenti, che oggi si affrontano a casa. Dare regolare assistenza al paziente a domicilio è la grande sfida del futuro. Per questo nasceranno nuove figure tecniche con competenze e responsabilità che possano coprire questo bisogno di continuità del malato».

Una sorta di patient manager in grado di creare il percorso di cura gestendo i diversi interventi medici, ambulatoriali e ospedalieri.«Il medico generalista “di paese” è praticamente sparito. Oggi abbiamo bisogno di professioni che rappresentino il punto di riferimento per il paziente e la sua famiglia, con capacità sempre più avanzate e solo parzialmente mediche, capaci di districarsi nella complicata burocrazia della sanità…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Dal medico al patient manager: le professioni sanitarie del futuro”, CORRIERE DELLA SERA / BLOG

Tratto dahttp://nuvola.corriere.it/2017/08/30/dal-medico-al-patient-manager-le-professioni-sanitarie-cambiano/