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Linfedema, classificazione e i suoi quattro stadi

Esistono 4 stadi in cui il linfedema viene classificato:

Stadio 0 (o di latenza)

Riguarda tutti i pazienti che abbiano avuto un trattamento chirurgico e / o radioterapico su una stazione linfonodale a causa di patologia tumorale.

Anche se il linfedema non si è presentato esistono i presupposti anatomici a che ciò avvenga, in quanto la capacità di trasporto linfatico locoregionale è diminuita.

Il rischio di presentare prima o poi un linfedema è presente per tutta la vita.

Stadio 1 (o spontaneamente reversibile)

L’edema si può presentare senza causa apparente durante la giornata.

L’aumento di volume è identificabile comparando l’arto affetto con il controlaterale e il segno di fovea ( rimane una impronta della pressione esercitata da un dito sul tessuto edematoso) si evidenzia solo con una pressione abbastanza sostenuta.

Il paziente spesso riferisce della scomparsa dell’edema al momento del risveglio mattutino e la sua ricomparsa può evidenziarsi durante la giornata o non ripresentarsi affatto per qualche tempo.

Proprio per l’intermittenza dei sintomi alcuni tendono a sottovalutare il problema ed a non sottoporsi a trattamento adeguato.

Stadio 2 (o spontaneamente irreversibile)

L’arto rimane edematoso in modo permanente.

Si presentano a questo punto modificazioni del tessuto.

L’arto aumenta progressivamente e permanentemente di volume.

Il segno di fovea scompare in quanto il tessuto diviene fibroso e perde la sofficità presente nello stadio 1.

L’ampiezza dei movimenti dell’arto è seriamente compromessa a causa della rigidità cutanea.

Interviene una maggiore sensibilità alle infezioni localizzate.

Possono comparire complicanze psicologiche e sociali a causa della mutazione dello stile di vita.

Stadio 3 (o elefantiasi)

E’ il quadro più grave della patologia…”

Fonte: CENTRO LINFEDEMA

Tratto da: https://www.centrolinfedema.it/centro-linfedema-classificazione