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Ittiosi, termine generico che indica una serie di affezioni cutanee

Ittiosi è un termine generico che indica una serie di affezioni cutanee; più in particolare, l’ittiosi fa riferimento a disturbi legati alla cheratizzazione, la cui sintomatologia è molto affine all’ipercheratosi cutanea e l’origine legata ad alterazioni genetiche.
L’ittiosi può manifestarsi semplicemente con pelle secca, oppure può sfociare in forme più gravi, presentando ispessimento della pelle associato a squame e lamelle che deturpano e sfigurano l’immagine della persona.
Ittiosi  deriva dal termine anglosassone ichthyosis.

L’ittiosi non è solamente una malattia a sé stante, ma spesse volte è correlata ad altre patologie e può esserne la causa o la conseguenza; la classificazione delle varie tipologie di ittiosi è problematica, proprio per il fatto che la malattia presenta varie sfaccettature.

In generale, tuttavia, le ittiosi sono state ripartite in categorie in base al quadro clinico che ne deriva: ittiosi legata al cromosoma X, ittiosi lamellare, ittiosi volgare, ipercheratosi epidermolitica, ittiosi Arlecchino ed eritrodermia congenita ittiosiforme.

Escludendo l’ittiosi volgare, queste malattie sono forme rare, che si manifestano per lo più in un soggetto ogni 3.000 persone; l’ittiosi legata al cromosoma X  e l’ittiosi Arlecchino registrano un indice d’incidenza pari, rispettivamente, a 1: 300.000 e 1: 500.000/1.000.000.

A causa della rarità dell’incidenza, l’ittiosi Arlecchino risulta talvolta esclusa dal comune elenco delle ittiosi.

Sintomi
Le ittiosi sono trasmesse geneticamente; le squame e le lamelle che si accumulano sulla superficie dell’epidermide, creando problematiche più o meno gravi, rappresentano i sintomi comuni a tutte le varie forme patologiche, nonostante il fenomeno sia potenziato o meno  in base alla tipologia d’ittiosi.

L’alterazione della cheratinizzazione, infatti, comporta l’accumulo e la sovrapposizione di cellule morte le une alle altre, che squamano la cute connotandola delle tipiche caratteristiche di pelle secca (fenomeno più marcato nelle forme rare d’ittiosi).

Anche il clima freddo e secco potrebbe potenziare e favorire la manifestazione ittiosica, ma non può mai rappresentarne la causa scatenante, poiché le ittiosi sono patologie genetiche.

Tra le varie forme d’ittiosi, è inserita anche la xerosi, la forma più leggera e meno grave della patologia cutanea: generalmente, la xerosi colpisce arti inferiori e superiori, manifestando secchezza della pelle associata a prurito lieve, che peggiora durante la stagione invernale. La sensazione pruriginosa è potenziata dall’utilizzo di detergenti aggressivi ed irritanti, che eradicano lo strato lipidico protettivo della cute.

Malattie correlate
Le ittiosi possono essere sintomo di altre patologie: la sindrome di Refsum e la sindrome di Sjögren-Larsson sono due esempi. La prima rappresenta una patologia ereditaria rara che comporta atassia (perdita della coordinazione muscolare), polineurite (infiammazione a carico dei nervi) e sordità, mentre la seconda sindrome si associa a paralisi muscolare con progressivo ritardo mentale.

Lebbra, AIDS e ipotiroidismo rappresentano altre tre patologie che esordiscono con forme diverse d’ittiosi acquisita; anche la sarcoidosi manifesta segni tipici dell’ittiosi (squame consistenti e sviluppate a livello degli arti inferiori).

La biopsia della cute affetta da ittiosi non sempre dà buoni risultati, anzi, nella maggior parte dei casi risulta inutile per la diagnosi.

Considerando che l’ittiosi è inserita tra le malattie geneticamente trasmissibili, la cura risulta pressoché impossibile. Ciò nonostante, esistono piccoli accorgimenti di grande utilità per tenere sotto controllo i sintomi:

  • La frequenza dei lavaggi dev’essere ridotta per evitare di aggravare l’irritazione della pelle;
  • Non devono essere utilizzate sostanza tossiche, ad elevato assorbimento (es. esaclorofene, sostanza battericida/disinfettante) e prodotti irritanti;
  • Nel caso l’ittiosi sia determinata da un disturbo sistemico, sarebbe bene lubrificare le aree affette con sostanze quali il glicole propilenico (umettante). Questa sostanza è efficace anche per alleggerire i sintomi derivati da ittiosi lamellare o da ittiosi legata al cromosoma X. Nei bambini, i bendaggi occlusivi sono sconsigliati.
  • La vasellina e le sostanze emollienti in genere sono consigliati per ammorbidire la pelle;
  • Nei soggetti affetti da ipercheratosi epidermolitica, il trattamento ideale è rappresentato da cloxacina, utile nella prevenzione del dolore associato a delle pustole maleodoranti;
  • Anche l’acido saliciclico e gli alfa-idrossidi acidi sono consigliabili per diminuire le squame;
  • Per la maggior parte delle affezioni ittiosiche, i retinoidi rappresentano una cura molto efficace, che non combatte completamente la malattia, ma può certo risanare i sintomi. I retinoidi sono somministrati per os. , ma si possono abbinare anche a creme, pomate, gel o lozioni contenenti retinoidi e sostanze emollienti. Da non dimenticare che i retinoidi sono potenziali teratogeni , di conseguenza sono assolutamente vietati in gravidanza.

In generale, nei casi più gravi d’ittiosi è consigliabile l’utilizzo sistemico di retinoidi; negli altri casi, invece, è utile la somministrazione topica di preparati che promuovono l’azione emolliente, nutriente e cheratolitica (vaselina, urea, glicerina, acido glicolico e salicilico). In tal caso, si possono alleggerire i sintomi derivati dall’ittiosi.

Tratto dahttp://www.my-personaltrainer.it/benessere/ittiosi.html