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Cancro dello stomaco – La mininvasività che lo cura

Dott. Michele Simone, Direttore dell’Unità Complessa di Chirurgia Generale ad indirizzo Oncologico dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari: “Questa patologia si sviluppa lentamente, di solito nel corso di molti anni, e spesso passa inosservata. La chirurgia gastrica presso la nostra struttura oggi si avvale dell’acquisizione delle linee guida dell’Associazione Giapponese sul Cancro Gastrico”. I promettenti risultati dell’IRCCS barese saranno presentati in un workshop il 15 e 16 giugno

Bari, 14 giugno 2017 – Il cancro dello stomaco, da nemico insidioso ad avversario battibile. Aumenta la sopravvivenza per il carcinoma gastrico e della giunzione esofagea (GEJ), la quinta forma di cancro più comune al mondo, e la terza principale causa di morte per tumore.

I numeri afferenti all’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari non tradiscono: 440 sono i pazienti trattati in oltre un decennio, 40 solo nell’ultimo anno e mezzo, con una morbidità e mortalità sovrapponibile ai risultati della letteratura nazionale e internazionale.

Se l’Irccs barese sta diventando uno dei nosocomi da segnare sulla mappa delle eccellenze, si deve soprattutto all’impiego delle metodiche mininvasive più moderne e all’introduzione della laparoscopia per tutti i tumori addominali, tecniche diventate routine proprio con l’arrivo in Istituto del dottor Michele Simone, formatosi in Francia, ora a capo della direzione dell’Unità Complessa di Chirurgia Generale ad indirizzo Oncologico.

E questo non è l’unico motivo di vanto per l’Istituto tumori. Il secondo alleato dei pazienti è rappresentato dai team multidisciplinari, uno strumento di lavoro che caratterizza le realtà sanitarie più evolute e che permette di affrontare il cancro gastrico a 360°. Meno disagi e più vantaggi: scongiurati gli eventi avversi legati ad errata comunicazione tra figure specialistiche diverse, favorito il confronto sui casi clinici complessi e l’ottimizzazione del percorso di cura del paziente.

Ma dalle parti di via Orazio Flacco hanno pensato a tutto. Considerato che un’altra problematica frequente (circa 50% dei casi) della gestione peri-operatoria dei pazienti con carcinoma gastrico è lo stato di malnutrizione che si associa a maggiori complicanze dopo l’intervento chirurgico, è presente in Istituto, già da qualche tempo, un team multidisciplinare delle neoplasie gastro-esofagee con il compito di valutare lo stato di nutrizione dei pazienti, per poi avviarli a un trattamento di supporto alimentare personalizzato…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “La mininvasività che cura il cancro dello stomaco”, insalute news

Tratto dahttps://www.insalutenews.it/in-salute/la-mininvasivita-che-cura-il-cancro-dello-stomaco/