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Alzheimer – L’attività del gene Apoe può danneggiare parti del cervello all’avanzare della malattia

Uno studio della Washington University di St. Louis getta nuova luce sul ruolo del gene APOE nel manifestarsi della malattia di Alzheimer. Le zone del cervello in cui questo gene è più attivo sono quelle più danneggiate dall’avanzare della patologia. Il gene APOE, inoltre, è il più importante fattore di rischio genetico per la malattia di Alzheimer

La parte del cervello in cui il gene APOE è più attivo sarebbe l’area più danneggiata nei pazienti con malattia di Alzheimer. È la conclusione cui è arrivato uno studio pubblicato su Science Translational Medicine da un team della Washington University di St. Louis (USA) che aiuta a spiegare perché i sintomi dell’Alzheimer a volte variano, e sottolinea un aspetto poco studiato della malattia, che suggerisce come meccanismi biologici ancora da individuare giochino un ruolo importante.

La malattia di Alzheimer ha inizio dalla proteina beta-amiloide che inizia a costruire delle placche due decenni prima che le persone mostrino i primi segni di problemi neurologici. Dopo anni di accumulo di beta-amiloide, iniziano a formarsi accumuli di un’altra proteina, la tau. Con questi processi i tessuti cominciano a morire e inizia il declino cognitivo. Il gene APOE, inoltre, è il più importante fattore di rischio genetico per la malattia di Alzheimer…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Alzheimer: attività del gene Apoe danneggia alcune parti del cervello”, Quotidiano sanità

Tratto da: https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=109032