Malattie rare – Leucemia linfatica cronica acuta, terapia ‘chemo-free’ con venetoclax di durata fissa si conferma superiore alla chemioimmunoterapia standard
“In pazienti con leucemia linfatica cronica non trattati in precedenza, e con comorbidità, la combinazione dell’inibitore di Bcl-2 venetoclax e dell’anticorpo anti-CD20 obinutuzumab conferma la sua superiorità rispetto alla chemioimmunoterapia standard con clorambucile e obinutuzumab nel migliorare la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e nell’ottenere remissioni profonde, mantenendo il suo beneficio anche a lungo termine, dopo 2 anni dalla fine del trattamento
A dimostrarlo sono i risultati di follow-up a 3 anni dello studio di fase 3 CLL14, presentati di recente al congresso (virtuale) della European Hematology Association (EHA) e qualche settimana prima anche al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO).
La combinazione venetoclax-obinutuzumab ha dimostrato di ridurre del 69% il rischio di progressione della malattia o decesso rispetto alla chemioimmunoterapia con clorambucile e obinutuzumab. Inoltre, a 3 anni dall’inizio della terapia, i pazienti ancora in vita e senza segni di progressione sono risultati circa il 32% in più nel gruppo trattato con venetoclax rispetto al gruppo di confronto.
Questi risultati a lungo termine dello studio, per i quali il follow-up mediano è di 39,6 mesi, saranno anche pubblicati a breve su The Lancet Oncology.
«Lo studio è veramente innovativo perché è la prima volta che si confronta una terapia mirata, ‘chemo-free’, priva cioè di chemioterapia, e data per un tempo definito e limitato, con la chemioimmunoterapia convenzionale in questo setting» ha detto ai nostri microfoni Stefano Molica, Coordinatore Scientifico del Dipartimento Oncoematologico dell’AO Pugliese Ciaccio di Catanzaro.
«Una volta che questa combinazione sarà disponibile anche in Italia, i medici potranno offrirla ai pazienti che possono beneficiarne, soprattutto quelli con malattia un po’ più aggressiva, che potranno ottenere una risposta profonda con una terapia di durata limitata nel tempo, un anno, e questa sarà una strada alternativa a terapie già prescrivibili con farmaci nuovi, non chemioterapici, che però vanno assunte in modo continuativo, fino alla progressione della malattia» ha aggiunto Antonio Cuneo, Professore Ordinario di Ematologia all’Università degli Studi di Ferrara e Parma…”
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Fonte: “Leucemia linfatica cronica acuta, terapia ‘chemo-free’ con venetoclax di durata fissa si conferma migliore della chemioimmunoterapia standard. #EHA2020”, PHARMASTAR
