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Trapianti – Nel 2019 hanno continuato ad aumentare ma sono cresciuti anche i “no” alla donazione

L’anno scorso ne sono stati effettuati 3.813, il 2,4% in più rispetto al 2018. Ma quasi un terzo dei cittadini dichiara di opporsi al prelievo di organi

Aumentano i trapianti di organi. Nel 2019 sono stati effettuati in Italia 3.813, il 2,4% in più rispetto al 2018. Il secondo “miglior anno di sempre”. Ma la disponibilità dei cittadini a donare è ancora insufficiente: quasi un terzo delle persone che si sono trovate davanti alla richiesta di una donazione ha risposto di no, e lo stesso vale per i cittadini che hanno espresso la loro volontà in materia al rinnovo della carta di identità. È quanto emerge dal report annuale del Centro nazionale trapianti (Cnt) presentato oggi al ministero della Salute.

Il “no” dei familiari

Partiamo dai dati sui “donatori potenziali”, cioè quelli segnalati nelle rianimazioni come possibili candidati al prelievo degli organi. Nel 2019 – secondo il report – sono stati 2.766 contri i 2.665 del 2018, il 3,8% in più. L’aumento delle segnalazioni ha permesso di assorbire il contraccolpo negativo del tasso di opposizione al prelievo, passato dal 29,8% al 31,2% in un anno. Complessivamente sono stati 863 i no alla donazione rilevati nelle rianimazioni, in gran parte espressi dai familiari del paziente deceduto.

Nel 2019 ogni singola donazione effettiva ha generato 2,5 trapianti, l’aumento delle opposizioni dell’1,4% in 12 mesi è “costato”, in proiezione, il mancato trapianto di ben 122 persone. Se non ci fosse stata nessuna opposizione al prelievo, nel solo 2019 sarebbero stati realizzati circa 2.200 trapianti in più.

Variabilità regionale

Il dato sulle donazioni si conferma assai variabile a livello geografico. A fronte di una media nazionale di 22,8 donatori per milione di popolazione (pmp), si va dai 49,5 donatori della Toscana agli 8 della Sicilia. Molto bene l’Emilia-Romagna (passata da 25,6 donatori pmp nel 2018 ai 37,1 nel 2019) che ha registrato anche un calo significativo delle opposizioni in rianimazione (-7%). Tassi di opposizione molto più alti al Sud: le Regioni meridionali presentano dati superiori di 15-20 punti alla media italiana, con l’apice della Sicilia (49,6%) e della Calabria (49,4%).

Il trend dei trapianti

L’aumento complessivo del numero di trapianti (+2,4%) può essere letto più in profondità. La crescita è più moderata per quelli da donatore deceduto (+1,2%) e più consistente per quelli da donatore vivente: sono stati 364, ancora molto pochi rispetto agli altri paesi europei, ma con un +14,5% in confronto al 2018.

Il numero maggiore di trapianti complessivi ha riguardato il rene (2.137, +0,6%) seguito dal fegato (1.302, +4,5%), mentre l’aumento maggiore in termini percentuali ha riguardato il polmone (+6,3%, 153 trapianti in totale) e il cuore (+5,2%, 245 interventi). Stabili i trapianti di pancreas (42 contro i 41 dell’anno scorso), mentre a tre anni di distanza dall’ultimo è stato effettuato un nuovo trapianto di intestino.

I centri

Vediamo, invece, i centri più attivi. Torino si conferma in testa alla classifica nazionale con 360 trapianti. Seguono Padova (335) e Bologna (256). Per le singole specialità, Padova è leader nel trapianto di rene (174 interventi di cui ben 55 da donatore vivente), Pisa per il fegato (161), Palermo Ismett per il fegato da vivente (14), Milano Niguarda per il cuore (34), Milano Policlinico per il polmone (34) e Milano San Raffaele per il pancreas (9).

Le liste d’attesa

Una buona notizia: si riducono le liste d’attesa. I pazienti che attendono un trapianto (dati al 31 dicembre 2019) sono 8.615, dei quali la gran parte aspetta un rene (6.460, -4,1% rispetto al 31 dicembre 2018). La diminuzione più significativa riguarda la lista del cuore (670 pazienti, -5,8%), mentre si registra un aumento marcato nella lista del fegato (1.031 pazienti, +6,7%)…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Trapianti in aumento nel 2019, ma crescono anche i “no” alla donazione”, ABOUTPHARMA

Tratto da: https://www.aboutpharma.com/blog/2020/03/03/trapianti-in-aumento-nel-2019-ma-crescono-anche-i-no-alla-donazione/