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Carcinoma a cellule renali metastatico – Trattamento con ‘cabozantinib’ può creare condizioni più favorevoli per l’immunoterapia

Nei pazienti affetti da carcinoma a cellule renali metastatico, il trattamento con cabozantinib si associa un rapido rimodellamento delle cellule mieloidi, da un fenotipo immunosoppressorio a un fenotipo immunostimolante, con un innesco delle cellule T e cellule NK circolanti. È quanto emerge da uno studio tuttora in corso e frutto interamente della ricerca italiana, appena presentato a Monaco di Baviera, al congresso della European Society for Medical Oncology (ESMO)

Il dato è importante perché dimostra che, anche nei pazienti con malattia avanzata, cabozantinib può ancora contribuire a riattivare la risposta immune endogena, creando anche condizioni più favorevoli per l’immunoterapia.

Effetto dei TKI sulla modulazione del sistema immunitario
«Nei pazienti con carcinoma renale metastatico, l’immunoterapia rappresenta una strategia emergente di trattamento sia in prima sia in seconda linea; tuttavia, ad oggi gli inibitori delle tirosin-chinasi, i TKI, rimangono il perno centrale del trattamento in questo setting» ha spiegato a Pharmastar la prima autrice dello studio, Elena Verzoni, della Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «Ci siamo dunque chiesti se questi farmaci oggi ampiamente utilizzati possano influenzare o meno la risposta all’immunoterapia».
In particolare, ha specificato la dottoressa, «abbiamo studiato l’effetto del più recente di questi agenti, cabozantinib, un TKI molto potente attualmente impiegato in seconda linea, ma che sarà a breve disponibile anche come trattamento di prima linea, per capire come questo impatti sulla modulazione del sistema immunitario».
A tale scopo, la Verzoni e i suoi collaboratori hanno valutato l’attività di cabozantinib nel modulare il repertorio delle cellule immunitarie circolanti nei pazienti con carcinoma a cellule renali metastatico.

Per il loro studio, i ricercatori milanesi hanno selezionato 16 pazienti con carcinoma a cellule renali metastatico trattati con cabozantinib (60 mg al giorno per os) secondo la pratica clinica e li hanno esaminati prospetticamente al basale e 3 mesi dopo l’inizio del trattamento, valutando i cambiamenti nella distribuzione delle sottopopolazioni linfocitarie attraverso l’analisi delle cellule mononucleate del sangue periferico mediante citofluorimetria a 13 colori…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Carcinoma renale metastatico, cabozantinib può creare condizioni più favorevoli per l’immunoterapia. #ESMO18”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/oncoemato/carcinoma-renale-metastatico-cabozantinib-pu-creare-condizioni-pi-favorevoli-per-limmunoterapia-esmo18-28027