Ipertensione arteriosa – Un mega-studio inglese ne rivela 535 nuovi geni associati
“E’ il più grande studio di sempre sul tema genetica dell’ipertensione arteriosa ed ha dato buoni frutti. Grazie a queste nuove aggiunte salgono dunque a quota mille i geni con ruolo nel determinismo dell’ipertensione arteriosa, condizione di certo influenzata da fattori di rischio ambientali, ma con un grande imprinting genetico. Da queste scoperte potrebbero scaturire nuove terapie, mentre altre, già utilizzate per altre patologie, potranno trovare spazio anche nel trattamento dell’ipertensione
18 SET – E’ il più grande progresso scientifico mai messo a segno nel campo della genetica dell’ipertensione arteriosa. Uno studio condotto dalla Queen Mary University e dall’Imperial College di Londra su oltre 1 milione di persone ha consentito di scoprire 535 nuove regioni genetiche coinvolte nella regolazione della pressione, attraverso la loro azione su reni, tessuto adiposo e ghiandole surrenali. Lo studio, pubblicato su Nature Genetics è stato supportato dal National Institute for Health Research (NIHR), dal Medical Research Council e dalla British Heart Foundation.
L’ipertensione arteriosa è un fattore di rischio molto importante per ictus e infarti e si stima che nel 2015 sia stato causa di oltre 7,8 milioni di decessi nel mondo. Questa condizione è influenzata da una serie di fattori ambientali (obesità, fumo, alcol, elevato consumo di sale), ma anche dalla genetica. Gli esperti stimano che al momento, anche grazie ai risultati di questo studio, sia stata svelata circa un terzo della complessa architettura genetica dell’ipertensione.
“Questo studio – afferma il professor Mark Caulfield della Queen Mary University di Londra e Direttore del Barts Biomedical Research Centre dell’NIHR – rappresenta ad oggi il maggior avanzamento nelle conoscenze sulla genetica dell’ipertensione. Sappiamo adesso che ci sono più di un migliaio di segnali genetici che influenzano la pressione e queste scoperte gettano luce sui suoi complessi meccanismi di regolazione della pressione, suggerendo al contempo nuovi target di terapia. Queste informazioni ci consentono inoltre di calcolare il rischio che una persona avrà di sviluppare ipertensione più avanti nelle vita e di agire in modo preventivo e aggressivo, anche in un’ottica di medicina di precisione.”…”
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Fonte: “Un mega-studio inglese rivela 535 nuovi geni associati all’ipertensione arteriosa”, Quotidiano sanità
Tratto da: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=65696
