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Crohn – Arriva in Italia anticorpo monoclonale ustekinumab. Bastano 4 iniezioni l’anno

Arriva in Italia una nuova terapia per la malattia di Crohn. Si tratta di ustekinumab, il primo di una nuova classe di anticorpi monoclonali indicati per questa patologia che rappresenta una doppia novità. Il farmaco colpisce contemporaneamente due target, andando ad agire più a monte del processo infiammatorio responsabile della malattia di quanto è stato possibile fare fino a ora

Questa doppia azione si traduce in un beneficio clinico che, sulla base dei dati emersi dagli studi clinici effettuati, ha dimostrato di offrire una combinazione mai osservata prima in termini di  velocità di azione e durata del mantenimento della remissione.

Infatti i dati hanno mostrato la rapidità dell’azione già nel breve periodo e, parallelamente, la persistente durata dell’effetto del farmaco: a 2 anni, nel 75% dei pazienti in terapia con ustekinumab la malattia è risultata in remissione.

“Oggi il più grande bisogno ancora non soddisfatto delle persone affette dalla malattia di Crohn” spiega  Silvio Danese Responsabile Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino, Istituto Clinico Humanitas, Rozzano (MI) “è combinare un miglioramento repentino, che possa risolvere la dolorosa fase acuta, con l’efficacia mantenuta nel lungo periodo, per permettere al paziente di stare bene negli anni senza dover affrontare ricadute e cambi di terapie. Questa nuova opzione terapeutica apre per la prima volta un ampio orizzonte fino a ora inesplorato, quello del più lungo periodo libero da malattia mai osservato fino a ora”.

Oltre agli evidenti disturbi clinici, infatti, la malattia di Crohn è spesso causa di disagio sociale, perché “ha un importante impatto su diversi aspetti della vita quotidiana”, ha spiegato Enrica Previtali, Presidente di AMICI Onlus, l’associazione che tutela le persone colpite da Mici. “Rende difficili tanto le relazioni personali e più intime, quanto quelle lavorative e sociali. È una malattia di cui non si parla, perché imbarazzante, per via dei sintomi che la caratterizzano. Spesso i malati soffrono in silenzio – ha detto. A volte rischiano il posto di lavoro per le numerose assenze a cui sono costretti. È fondamentale che di questa malattia si parli e la si conosca”.

Ustekinumab, cos’è e cosa cambia
“I dati degli studi ci mostrano come, oggi, fino al 25-30% dei casi i pazienti trattati con gli agenti anti-TNF non rispondano alla terapia già tra le 12 e le 16 settimane dall’inizio del trattamento. Tra questi, si va incontro a un secondo fallimento nel medio lungo periodo in una percentuale che oscilla tra il 20% e il 45% dei pazienti” afferma Ambrogio Orlando, Responsabile della Unità di Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti “Villa Sofia-Cervello” di Palermo “Se consideriamo le caratteristiche della patologia da un lato e lo stato attuale dello standard terapeutico dall’altro, abbiamo una situazione in cui la risposta più importante da dare al paziente è quella di un farmaco che sia sicuro e efficace nell’immediato e al tempo stesso mantenga la risposta nel tempo, che significa evitare i fallimenti delle attuali terapie e soprattutto ridare una prospettiva di normalità alla vita di queste persone”. “Per un malato, il riapparire dei sintomi della malattia significa interrompere la propria vita. Diventa difficile affrontare anche le più semplici delle incombenze e delle attività quotidiane” spiega AMICI “Sapere di poter affrontare il futuro senza quest’ombra che incombe ha un enorme valore”…”

Fonte: “Crohn, arriva in Italia l’anticorpo monoclonale ustekinumab. Bastano 4 iniezioni l’anno”, PHARMASTAR

Tratto da: https://www.pharmastar.it/news/italia/crohn-arriva-in-italia-lanticorpo-monoclonale-ustekinumab-bastano-4-iniezioni-lanno-27629