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Malattia arteriosa periferica (PAD) – Minor numero complicazioni arti inferiori con approccio combinato rivaroxaban-aspirina a basse dosi

L’uso della combinazione di rivaroxaban a basso dosaggio e aspirina (acido acetilsalicilico, ASA) in pazienti con malattia arteriosa periferica (PAD) stabile agli arti inferiori offre vantaggi non solo nella prevenzione degli eventi avversi agli arti (MALE) ma nel mitigare gli esiti negativi che seguono tali eventi. È quanto dimostra un’analisi dello studio COMPASS, presentata a Orlando (USA) in occasione dell’American Academy of Cardiology 2018 Scientific Session (ACC.18), e pubblicata contemporaneamente online sul “Journal of American College of Cardiology”

Nel corso dei circa 2 anni di follow-up della sperimentazione, la comparsa di MALE era associata a rischi aumentati in modo sostanziale di morte successiva (HR [hazard ratio]: 3,23), ospedalizzazione (HR: 7,21), un composito di MACE (eventi avversi cardiovascolari maggiori) o amputazioni (HR: 7,56) e amputazioni (HR: 197,5; P <0,0001 in tutti i casi), ha riferito all’ACC.18 Sonia Anand, dell’Istituto di ricerca sulla salute della popolazione di Hamilton (Canada), ha riferito.

In ogni caso, la prognosi dopo aver avuto un MALE era significativamente migliore nei pazienti che hanno ricevuto la combinazione rivaroxaban-ASA rispetto a quelli che avevano assunto il solo ASA, secondo i risultati emersi.

Trattamento eterogeneo dopo episodi di ischemia grave alle estremità
I MALE non si vedono di frequente nella PAD, che colpisce circa l’1% dei pazienti ogni anno, ma quando si verificano portano con sè potenzialmente gravi conseguenze, ha detto Anand durante la sua presentazione, in cui ha approfondito i dati sui 6,391 pazienti con PAD agli arti inferiori arruolati nel COMPASS.

In quest’ultimo studio, che ha incluso un totale di 27.395 pazienti con coronaropatia (CAD) stabile, PAD o entrambe, come detto, si è dimostrato che la combinazione di rivaroxaban 2,5 mg due volte al giorno e ASA 100 mg una volta al giorno riduceva i rischi sia di MACE sia di MALE su un follow-up medio di 23 mesi.

Durante lo studio, 128 dei pazienti con PAD alle estremità inferiori (2,0%) hanno esperito un MALE, definito come grave ischemia a un arto tale da richiedere un intervento o un’amputazione vascolare maggiore…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “PAD, meno complicazioni agli arti inferiori con un approccio combinato rivaroxaban-aspirina a basse dosi”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/cardio/pad-meno-complicazioni-agli-arti-inferiori-con-un-approccio-combinato-rivaroxaban-aspirina-a-basse-dosi-26302