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Gestione del dolore – Musica maestro!

L’utilizzo della musica e del suono è applicato in ogni settore assistenziale nella gestione del dolore. Gli effetti della musica si basano su un framework psiconeuroendocrinoimmunologico. E’ quanto ha spiegato in un’intervista Francesco Burrai, professore a contratto presso l’ Università di Bologna, medico presso l’ATS-ASSL di Olbia, autore di 80 pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali e vincitore di quattro premi nel settore ricerca Music Medicine durante XVI Congresso Nazionale dell’Area culturale del dolore SIAARTI

Professore quanto può essere di aiuto l’utilizzo della musica nella sintomatologia dolorosa?
“L’utilizzo della musica e del suono, per il miglioramento della sintomatologia dolorosa rappresenta un intervento olistico evidence based, che è diventato una standard per la best practice in realtà assistenziali avanzate. S’inserisce nel settore dell’umanizzazione delle cure e la sua applicazione prevede l’utilizzo di procedure e competenze che devono essere possedute dai sanitari che la applicano. L’utilizzo strutturato e scientifico da parte di sanitari è definito Music Medicine.

In quali settori è più applicato?
“L’utilizzo della musica e del suono è applicato in ogni settore assistenziale nella gestione del dolore, dalla pediatria alla geriatria, dalle terapie intensive alle cure palliative, dalla rianimazione alla chirurgia all’oncologia ma anche a livello ambulatoriale, prima di esami strumentali diagnostici come biopsie, endoscopie, TAC, PET. La musica è utilizzata anche per ridurre la tensione durante un intervento chirurgico e dai sanitari delle centrali operative del 118”.

Quali sono effetti della musica sul dolore?
“Gli effetti della musica si basano su un framework psiconeuroendocrinoimmunologico: ovvero è attraverso questi sistemi che avviene la produzione degli effetti di riduzione o annullamento del dolore. A livello del sistema nervoso centrale, il segnale musicale viene processato sia da strutture neurali superiori, come il sistema limbico e il diencefalo, e sia da strutture neurali “inferiori”, come il tronco encefalico. La musica o i suoni percepiti come rilassanti e piacevoli, influenzando il sistema nervoso autonomo, attiva la risposta del sistema parasimpatico e attenua la risposta del sistema simpatico. Questo tipo di musica o suoni, riducono l’attività metabolica in molte strutture cerebrali tra cui l’amigdala, l’ippocampo, il giro para-ippocampale e lobi temporali. Questa condizione cerebrale a sua volta, promuove la riduzione in primis del cortisolo, e di conseguenza la riduzione degli stressors fisici e psicologici. La musica o i suoni percepiti come rilassanti, piacevoli, possono ridurre i livelli delle catecolamine e la concentrazione di diverse molecole adrenergiche. Può innalzare molecole neuro-ormonali come il neuropeptide ossitocina e l’ormone della crescita.

La musica può anche essere di aiuto per diminuire infiammazioni?
“A livello immunitario la musica può ridurre i segnali pro-infiammatori, i livelli delle interleuchine
-4, -6, -10, -13, il fattore di necrosi tumorale α e i livelli dell’istamina, e incrementare i livelli della IgA, delle cellule natural killers, e dei linfociti T CD8”

Quanto la musica aiuta la concentrazione e la memoria?
“A livello cognitivo, la musica agendo sulla plasticità cerebrale, sul network cerebrale, migliora la memoria a breve e lungo termine, le diverse capacità di apprendimento e la capacità di articolare le parole”.

Ci sono nuove ricerche sugli effetti della musica sul dolore
“La musica è l’intervento olistico maggiormente studiato dai ricercatori, con numerose pubblicazioni di alto livello e con metodologie di ricerca gold standard come lo studio randomizzato controllato (RCT).”

In questo momento, presso l’Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Olbia, stiamo conducendo lo studio RCT sugli effetti della musica nei pazienti ortopedici post operati, dove l’impatto sul dolore e l’outcome primario. In base alla revisione sistematica della letteratura e alle meta analisi, sono presenti diverse evidenze a favore della musica e del suono. In una prima revisione sistematica di 14 RCT del 2006 sugli effetti della musica sul dolore e sul dolore post operatorio, i risultati mostravano una riduzione significativa del dolore e dell’uso degli oppioidi, ma tale riduzione aveva valori deboli e clinicamente un significato incerto…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Contro il dolore, musica maestro!”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/dolore/contro-il-dolore-musica-maestro-25486