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Malattie neurodegenerative molto complesse rare e non – Sclerosi Laterale Amiotrofica, Alzheimer, demenza frontotemporale o alcune miopatie: identificati due meccanismi alla base del loro sviluppo

Uno Studio dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia ha identificato due meccanismi coinvolti nell’esordio di patologie complesse: i risultati sono stati pubblicati sulle riviste scientifiche ‘Embo Reports’ e ‘Cell Stress & Chaperones’. Lo studio è stato supportato da Fondazione AriSLA, Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale e Banca D’Italia

25 MAR – Identificati due meccanismi che possono contribuire allo sviluppo di malattie neurodegenerative molto complesse come la Sclerosi Laterale Amiotrofica, l’Alzheimer, la demenza frontotemporale o alcune forme di miopatie.

E quanto emerge da uno studio del gruppo di ricerca guidato dalla Prof.ssa Serena Carra dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – e  frutto di una collaborazione internazionale che ha coinvolto il Prof. Simon Alberti e Jared Sterneckert dell’Università di Dresda (Germania) ed il prof. Onn Brandman dell’Università Stanford (Usa) – pubblicato su due prestigiose riviste scientifiche, ‘Embo Reports e ‘Cell Stress & Chaperones .

In particolare, sono state identificate alcune proteine coinvolte nella risposta delle cellule a condizioni di stress, quali agenti ossidanti, aumento della temperatura, infezioni virali o esposizione a metalli pesanti. “Quando sono esposte ad un fattore di stress – si spiega in una nota – le cellule, infatti, riorganizzano rapidamente le loro funzioni al fine di rispondere e adattarsi al cambiamento. Questa riorganizzazione include la rapida produzione di nuove proteine ed acidi nucleici (i mattoni del Dna e dell’Rna) che vengono assemblati in strutture subcellulari non delimitate da membrana dette organelli senza membrana, come ad esempio i granuli da stress ed i nucleoli. Alterazioni della composizione, funzionalità e struttura di questi piccoli organelli intracellulari possono portare nel tempo alla formazione di aggregati che contribuiscono alla morte della cellula stessa”.

Supportato da Fondazione AriSLA, Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale e Banca D’Italia, il gruppo di ricerca di Serena Carra, composto da giovani ricercatori under 35, ha individuato due meccanismi indispensabili affinché la cellula risponda in modo corretto in condizioni di stress.
Il primo meccanismo coinvolge due proteine, HSP90 e DYRK3, necessarie per garantire che i granuli da stress vengano smantellati correttamente nel periodo di recupero dopo lo stress per permettere alle cellule di riprendere la loro normale attività. In pazienti affetti da SLA i livelli di espressione di DYRK3 sono risultati molto ridotti.

Il secondo meccanismo individua un’ulteriore proteina, la listerina1, ed il sistema che controlla la corretta funzionalità dei ribosomi (molecole deputate alla sintesi delle proteine) come responsabili della maggiore vulnerabilità dei nucleoli alle condizioni di stress esterne…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Svelati due meccanismi alla base dello sviluppo di malattie complesse come Sla e Alzheimer”, Quotidiano sanità

Tratto da: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=93977