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Dolore pelvico cronico maschile – riduzione dei sintomi con l’uso regolare di tadalafil

In un piccolo gruppo di soggetti maschili, l’uso quotidiano dell’inibitore della fosfodiesterasi 5 (PDE5) tadalafil per una durata media di 1,3 anni ha ridotto in misura significativa i sintomi causati dalla prostatite cronica. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Translational Andrology and Urology

La prostatite cronica/sindrome da dolore pelvico cronico di tipo III (CP/CPPS) è un disturbo associato a disfunzione sessuale e irritazione legata allo svuotamento della prostata. Attraverso l’uso di diverse terapie, come alfa-bloccanti, antibiotici e FANS, oltre alla riabilitazione del pavimento pelvico, gestione dello stress, massaggio prostatico, stimolazione nervosa e terapia comportamentale, il trattamento difficilmente si è rivelato efficace e di lunga durata. Infatti i pazienti in genere soffrono comunque di un decorso fluttuante cronico di sintomi urinari, dolore e disfunzione eiaculatoria, che possono incidere sulla qualità della vita anche più di alcune malattie cardiache e del diabete mellito.

«Per quanto ne sappiamo, questo è uno dei pochi studi che hanno valutato gli effetti del trattamento della CP/CPPS con un inibitore della PDE5 dopo almeno tre mesi», hanno scritto l’autore senior dello studio Amin Herati e colleghi, della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora, aggiungendo che la terapia con questi farmaci può essere associata a una riduzione prolungata dei sintomi della malattia dopo 1 anno di follow-up.

Un trial per ora su pochi pazienti
Lo studio ha coinvolto 25 uomini che avevano ricevuto dal 2009 al 2018 una diagnosi di CP/CPPS, tre dei quali (12%) avevano anche una diagnosi di disfunzione erettile. I punteggi dell’indice dei sintomi della prostatite cronica (CPSI, chronic prostatitis symptom index) sono stati determinati prima dell’inizio della terapia off-label con l’inibitore della PDE5 e a ogni successiva visita di follow-up, per valutare l’effetto dell’inibizione enzimatica sui sintomi e sulla qualità della vita.

L’uso continuato di tadalafil alla dose di 5 mg al giorno per almeno 3 mesi ha ridotto il punteggio CPSIx) del National Institute of Health in media di 12,9 punti rispetto al basale (p<0,001). Due pazienti non hanno avuto variazioni nel punteggio CPSI totale dopo aver ricevuto almeno 3 mesi di terapia con inibitori della PDE5.

Lo stesso regime ha anche ridotto il dolore mediamente di 6,1 punti rispetto al basale, i sintomi urinari di una media di 2,4 punti e ha migliorato la qualità della vita in media di 4,6 punti (p<0,001 per tutti gli endpoint).

Tra gli effetti collaterali correlati all’uso di tadalafil vanno menzionati mal di testa, crampi muscolari e congestione nasale, che spesso scompaiono nel tempo. In caso di persistenza dei crampi i pazienti possono utilizzare a un altro farmaco della stessa classe come vardenafil, ha suggerito Herati.

Possibili meccanismi
«Pensiamo che la disfunzione del pavimento pelvico, che causa la CP/CPPS, comprima i vasi sanguigni e riteniamo che gli inibitori della PDE5 possano aiutare a ridurre i sintomi migliorando il flusso sanguigno e rilassando la prostata» ha spiegato. «Ma questi agenti potrebbero anche lavorare a livello della vescica per renderla meno irritabile, oltre a rilassare i muscoli del pavimento pelvico, il che contribuirebbe a ridurre la sintomatologia»…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Dolore pelvico cronico, riduzione dei sintomi con l’uso regolare di tadalafil”, PHARMASTAR

Tratto da: https://www.pharmastar.it/news/dolore/dolore-pelvico-cronico-riduzione-dei-sintomi-con-luso-regolare-di-tadalafil–32368