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Disabilità visiva – Favorire quanto più possibile la riqualificazione professionale

«Per decenni professioni come quella del centralinista hanno costituito un valido sbocco lavorativo e tuttavia i mutamenti del mercato del lavoro portati sia dalla crisi economica sia dalle nuove tecnologie impongono azioni volte a individuare nuove occasioni di inserimento lavorativo per le persone con disabilità, anche favorendo, quanto più possibile, percorsi di riqualificazione professionale»: è soprattutto su questa traccia che si svolge l’impegno sul fronte del lavoro da parte dell’UICI, sia a livello regionale, come viene testimoniato dall’UICI Lombardia, sia a livello nazionale

«Per decenni le professioni cosiddette “tradizionali”, come quella del centralinista, hanno costituito un valido sbocco lavorativo; e tuttavia i mutamenti del mercato del lavoro portati sia dalla crisi economica sia dall’avvento delle nuove tecnologie, impongono profonde riflessioni, così da poter individuare azioni idonee a trovare nuove occasioni di inserimento lavorativo per le persone con disabilità che si affacciano sul mercato del lavoro e, per chi già vi è inserito, favorire quanto più possibile percorsi di riqualificazione professionale che permettano di continuare a svolgere la professione con le modalità che le nuove esigenze impongono».

Viene sintetizzato così, in una nota dell’UICI Lombardia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), uno dei principali concetti su cui punta da alcuni anni la stessa UICI, costantemente impegnata, sia a livello centrale che periferico, tramite le proprie strutture territoriali, nell’affrontare il tema del lavoro, per far sì che alle persone con disabilità visiva vengano garantite occasioni per mettere alla prova le competenze acquisite, compatibilmente con le loro problematiche, raggiungendo la piena realizzazione personale. Il tutto con la piena consapevolezza che se l’istruzione rappresenta il primo fondamentale passo del lungo percorso che dovrebbe portare a una vera inclusione sociale, il lavoro è quasi segnatamente lo strumento per eccellenza attraverso il quale la stessa si può realizzare.

«L’avvento dei moderni strumenti tecnologici – aggiungono dall’UICI Lombardia – ha portato con sé enormi vantaggi impensabili fino a pochi decenni fa: basti pensare alla moltitudine di informazioni acquisibili tramite la rete internet. Al contempo, però, rappresenta una continua sfida per le “categorie deboli”, le quali, per non essere escluse, necessitano di costanti adattamenti delle tecnologie assistive».

Proprio l’UICI Lombardia, tra il 2017 e il 2018, è stata impegnata a livello della propria Regione quale capofila del progetto a valenza regionale denominato Azioni di sistema, che ha consentito di attuare una profonda riflessione sull’attuale situazione lavorativa delle persone non vedenti ed ipovedenti in Lombardia.
«Avvalendoci della pluriennale esperienza dell’Istituto dei Ciechi di Milano in materia di servizi al lavoro – dichiara a tal proposito Nicola Stilla, presidente dell’UICI Lombardia – sono stati attuati interventi volti a favorire non solo l’inserimento lavorativo, ma anche il mantenimento lavorativo tramite percorsi di riqualificazione professionale. In questo caso il lavoro ha rappresentato ovviamente lo scopo del progetto, ma al tempo stesso ha fatto da strumento che ha permesso, per la prima volta, la predisposizione di linee guida in materia di inserimento e mantenimento lavorativo, che potranno essere utilizzate da noi come Associazione in sede di confronto con gli Enti preposti, nonché dalle aziende disponibili ad inserire nel proprio organico persone con disabilità visiva. La nostra azione, infatti, continua quotidianamente con l’attuazione di ogni sforzo per individuare gli spazi più adatti a favorire l’inserimento lavorativo, ma il primo elemento da cui partire è proprio la disponibilità delle aziende».

«Sul versante della riqualificazione – prosegue Stilla -, non sempre vi è la disponibilità dei soggetti interessati e di conseguenza risulta evidente che da parte nostra sia necessaria anche una forte azione di tipo culturale. Naturalmente anche in questo caso la disponibilità delle aziende è il punto da cui partire e da parte nostra vi è la piena disponibilità a mettere a frutto, ove vengano richieste, tutte le conoscenze in nostro possesso e tutta l’esperienza maturata in materia…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Disabilità visiva: la sfida della riqualificazione professionale”, superando.IT

Tratto da: http://www.superando.it/2020/02/12/disabilita-visiva-la-sfida-della-riqualificazione-professionale/