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Sclerosi multipla – Nei pazienti trattati con ocrelizumab, interessanti modifiche nel microbioma intestinale

Secondo una nuova ricerca, presentata a St. Louis all’ultimo meeting annuale dell’American Neurological Association (ANA 2019), i pazienti con sclerosi multipla (SM) che assumono il trattamento modificante la malattia (DMT) ocrelizumab, mostrano interessanti cambiamenti nella flora batterica intestinale

Questi risultati preliminari di uno studio in corso finanziato dal National Institute of Neurological Disorders and Stroke si aggiungono alle crescenti prove di una relazione critica tra il microbioma intestinale e la SM, osservano i ricercatori.

I dati suggeriscono anche che «i cambiamenti nel microbiota intestinale possono includere parte del meccanismo d’azione per una varietà di DMT della SM, incluso l’ocrelizumab» ha detto l’autore principale Erin Longbrake, della Yale University di New Haven nel Connecticut.

«L’identificare come cambia il microbiota intestinale potrebbe alla fine portare a interventi mirati a correggere specifici cambiamenti patologici nei microbi intestinali» ha aggiunto.

Non solo deplezione delle cellule B

DMT come ocrelizumab affrontano la SM attraverso la deplezione delle cellule B, ma la scarsa comprensione dei meccanismi alla base di tali effetti, il possibile ruolo dei batteri intestinali e dei loro metaboliti – noti regolatori del sistema di risposta immunitaria – ha attirato l’attenzione dei ricercatori.

«Abbiamo ipotizzato che l’ocrelizumab, anticorpo monoclonale che impoverisce le cellule B usato per trattare la SM, normalizzasse il fenotipo e i profili metabolici dei batteri intestinali, promuovendo un ambiente immunitario antinfiammatorio» spiegano gli studiosi.

Nello studio in corso, stanno arruolando pazienti con SM di nuova insorgenza e stanno valutando campioni longitudinali di sangue e feci abbinati con tecniche avanzate. Questi includono IgA-Seq, un nuovo strumento che consente la differenziazione dei batteri immunoreattivi (con rivestimento IgA) da quelli che non suscitano una risposta immunitaria (non rivestiti con IgA).

Al meeting ANA, Longbrake ha riportato i primi risultati, in cui otto pazienti con SM sono stati confrontati con cinque partecipanti che hanno agito come gruppo di controllo abbinato.

I risultati hanno mostrato una “normalizzazione” di alcuni componenti del microbioma fecale nel gruppo con SM a 1 mese dal trattamento con ocrelizumab rispetto alle misure basali.

Possibile coinvolgimento di batteri immunoreattivi proinfiammatori

Molteplici membri del gruppo SM avevano al basale indici di rivestimento IgA molto elevati per batteri selezionati nella famiglia delle Lachnospiraceae che producono butirrato. Dopo il trattamento con ocrelizumab, i pazienti hanno mostrato una riduzione dell’indice di rivestimento delle IgA per questi produttori di butirrato…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Sclerosi multipla, interessanti modifiche nel microbioma intestinale nei pazienti trattati con ocrelizumab”, PHARMASTAR

Tratto da: https://www.pharmastar.it/news/neuro/sclerosi-multipla-interessanti-modifiche-nel-microbioma-intestinale-nei-pazienti-trattati-con-ocrelizumab-30713