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Cancro ovaio – Olaparib aggiunto a terapia di mantenimento con bevacizumab aumenta tempo senza progressione di malattia (PFS)

Quando aggiunto alla terapia di mantenimento con bevacizumab, olaparib aumenta significativamente il tempo senza progressione (PFS). E’ questo il dato saliente dello studio di fase III PAOLA -1 i cui risultati top line sono stati anticipati con un comunicato da AstraZeneca e MSD

I risultati completi, incluse le analisi dei sottogruppi di biomarcatori, saranno presentati in un prossimo incontro medico.

Lo studio ha valutato l’effetto della prima linea di mantenimento con olaparib aggiunto allo standard o care rappresentato da bevavizumab, verso il solo bevacizumab in donne con cancro all’ovaio con e senza mutazioni del gene BRCA.

Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario nella popolazione intent-to-treat con un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente significativo nella sopravvivenza libera da progressione (PFS), aumentando il tempo senza progressione di malattia o morte delle donne che assumono olaparib più bevacizumab rispetto a quelle che assumono bevacizumab.

Il tumore dell’ovaio è l’ottavo tumore ginecologico come incidenza nel mondo con 295 mila nuovi casi l’anno (in Italia i nuovi casi sono circa 5.200 l’anno e circa 3.100 i decessi per questo tumore); nelle forme avanzate, la sopravvivenza a 5 anni è del 30-40 % per lo stadio III e del 10 % per lo stadio IV…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Cancro all’ovaio, olaparib aggiunto al mantenimento con bevacizumab aumenta il tempo senza progressione di malattia”, PHARMASTAR

Tratto da: https://www.pharmastar.it/news/oncoemato/cancro-allovaio-olaparib-aggiunto-al-mantenimento-con-bevacizumab-aumenta-il-tempo-senza-progressione-di-malattia-30097