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Emorragia intracerebrale (ICH) – Procedura chirurgica mininvasiva offre indicazioni incoraggianti anche se MISTIE III manca l’endpoint primario

Una tecnica chirurgica minimamente invasiva guidata dall’imaging non riesce a influenzare gli esiti funzionali in pazienti con emorragia intracerebrale (ICH), secondo i dati del trial MISTIE III, pubblicati online su “Lancet”, ma gli esperti ritengono che i risultati dello studio offrano ai membri della comunità che si occupa di ictus informazioni importanti per pensare come migliorare i risultati in questa popolazione

A 1 anno, la quota di pazienti con un punteggio della scala di Rankin modificata (mRS) di 3 o inferiore non era significativamente più alta nei pazienti trattati con la procedura MISTIE – che comporta l’evacuazione del coagulo con un catetere seguita dalla somministrazione intracerebrale di alteplase (Activase; Genentech) – rispetto a quelli che hanno ricevuto cure mediche standard (45% vs 41%; P = 0,33).

Tuttavia, come riportato dal primo autore Daniel Hanley, della Johns Hopkins University di Baltimora, all’International Stroke Conference da poco terminato a Honolulu (Hawaii), una serie di analisi secondarie esplorative ha suggerito che i chirurghi potrebbero essere sulla strada giusta per migliorare gli esiti in questo contesto.

In particolare, tra il 58% dei pazienti con ematoma ridotto a un volume di 15 ml o imeno – obiettivo chirurgico – c’era una differenza del 10,5% nella probabilità di ottenere un buon risultato funzionale a favore del gruppo MISTIE (P = 0,03). «L’impatto delle prestazioni procedurali su MISTIE è davvero importante» ha detto Hanley durante la sua presentazione. «Una migliore funzionalità e una maggiore sopravvivenza è prodotta con una riduzione chirurgica inferiore a 15 ml».

Un dato, quest’ultimo, che non era stato mai dimostrato in nessuna sperimentazione chirurgica per emorragia intracerebrale in passato e che indica come esista una relazione significativa tra una minore quantità di coaguli residui e una maggiore probabilità di ottenere un buon risultato funzionale.

Prodotte nuove conoscenze scientifiche
I trial che valutano i pazienti con ICH sopratentoriale non hanno mostrato un beneficio dell’evacuazione dell’ematoma con la craniotomia aperta e le linee guida hanno richiesto ulteriori prove prima di formulare raccomandazioni sull’uso routinario degli interventi chirurgici in questo contesto. Ci sono alcune prove preliminari, tuttavia, che la tecnica MISTIE meno invasiva può fornire risultati migliori…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Emorragia intracerebrale, MISTIE III manca l’endpoint primario ma la procedura mininvasiva offre indicazioni incoraggianti”, PHARMASTAR

Tratto dahttps://www.pharmastar.it/news/neuro/emorragia-intracerebrale-mistie-iii-manca-lendpoint-primario-ma-la-procedura-mininvasiva-offre-indicazioni-incoraggianti–28736