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Diabete – ‘Revita 2’, terapia sperimentale non farmacologica

Una promettente cura che “ringiovanisce il duodeno”, porzione dell’intestino considerata nevralgica nello sviluppo di questa grave malattia metabolica sempre più diffusa. In corso al Policlinico A. Gemelli di Roma e all’Humanitas Research Hospital di Milano l’arruolamento di pazienti per questa sperimentazione clinica multicentrica randomizzata di fase II denominata Revita 2, che determinerà in modo inequivocabile l’efficacia di questa terapia mininvasiva anti-diabete: attraverso la procedura denominata “Duodenal Mucosal Rejuvenation” (Ringiovanimento della Mucosa Duodenale) una parte della mucosa intestinale viene rigenerata con nuova mucosa, modificando così il rilascio di ormoni chiave coinvolti nella malattia

Roma – È in corso presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma la sperimentazione clinica di fase II su pazienti diabetici per testare una nuova promettente cura non-farmacologica: si tratta di usare il calore per rigenerare una mucosa intestinale ‘sana’ agendo su una parte dell’intestino, il duodeno, sede di rilascio di ormoni coinvolti nelle cause della malattia diabetica.

La tecnica, effettuata in endoscopia mininvasiva sotto sedazione con un’apparecchiatura e un catetere che permettono di applicare con la massima precisione il calore alla mucosa del duodeno per brevissimo tempo, è stata già testata su numerosi pazienti in un primo ciclo sperimentale, dimostrandosi assolutamente sicura e potenzialmente efficace.

“I nuovi test clinici, denominati Revita 2, in corso (al momento sono stati arruolati 11 pazienti), serviranno a convalidarne l’efficacia anti-diabete dell’innovativo trattamento”, spiega il prof. Guido Costamagna, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Endoscopia Digestiva Chirurgica del Gemelli e direttore dell’Istituto di Clinica chirurgica generale e Terapia Chirurgica all’Università Cattolica, sede di Roma, leader riconosciuto a livello mondiale in endoscopia terapeutica.

“Ci auguriamo risultati definitivi degli studi attualmente in corso entro un paio di anni”, spiega la prof.ssa Geltrude Mingrone, Direttore dell’Unità Operativa Complessa Patologie dell’obesità del Gemelli e docente di Medicina  interna e geriatria all’Università Cattolica.

L’arruolamento – per l’Italia sono coinvolti due centri, il Gemelli e l’Humanitas di Rozzano – è iniziato il 19 maggio ed è prevista la conclusione nell’autunno 2018.

La metodica
Il ringiovanimento della mucosa duodenale (DMR) è una nuova procedura endoscopica. La DMR avviene tramite l’introduzione trans-orale di un catetere a palloncino che fornisce una dose controllata di energia termica sulla superficie della mucosa. L’apparecchiatura cui è collegato il catetere consente un controllo preciso della temperatura che viene applicata alla superficie della mucosa sì da garantire la sicurezza della procedura, risultata molto ben tollerata dai pazienti. La procedura dura meno di un’ora e i pazienti vengono dimessi il giorno dopo.

Il dispositivo ha già ricevuto il marchio CE, quindi è commercializzabile nell’EU. Dopo i risultati dello studio, se positivi, inizierà in Europa l’attività di commercializzazione.

La DMR è in grado di normalizzare in maniera duratura i vari ormoni rilasciati dalla mucosa intestinale e coinvolti nell’insulino-resistenza e forse proprio nel meccanismo di controllo glicemico.

La prima sperimentazione Revita-1
I primi pazienti arruolati nel precedente studio, REVITA-1 sono stati trattati al Policlinico A. Gemelli dal prof. Costamagna…”

Per continuare a leggere la news originale:

Fonte: “Il calore per trattare il diabete. Possibile guarigione con terapia sperimentale non farmacologica”, insalute news

Tratto dahttps://www.insalutenews.it/in-salute/il-calore-per-trattare-il-diabete-possibile-guarigione-con-terapia-sperimentale-non-farmacologica/